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Il Papa ai giovani messicani: «voi siete la ricchezza» del Paese. «Non lasciatevi escludere»

morelia

“Uno dei tesori più grandi di questa terra messicana ha il volto giovane, sono i suoi giovani. Sì, siete voi la ricchezza di questa terra. E non ho detto la speranza di questa terra, ho detto: la ricchezza”. 

Sono le parole che il Papa ha rivolto alla moltitudine di giovani accorsi martedì 16 allo stadio di Morelia.
“Perché questa ricchezza possa dare speranza, occorre camminare insieme, incontrarsi, sognare”.

“Non perdete l’incanto di sognare, abbiate il coraggio di sognare!”, ha esortato il Papa.
Ma, ha affermato Francesco, “non si può vivere la speranza, sentire il domani se prima non si riesce a stimarsi, se non si riesce a sentire che la propria vita, le proprie mani, la propria storia hanno un valore” e “la speranza nasce quando si può sperimentare che non tutto è perduto, e per questo è necessario l’esercizio di cominciare ‘da casa’, cominciare da sé stessi. Non tutto è perduto. Non sono perduto, valgo e valgo molto”.

“La principale minaccia alla speranza – ha proseguito il Papa - sono i discorsi che ti svalutano, che ti fanno sentire di seconda classe”.
“La principale minaccia alla speranza è quando senti che a nessuno importa di te o che sei lasciato in disparte. La principale minaccia alla speranza è quando senti che se ci sei o non ci sei è la stessa cosa”.
“Questo uccide, questo ci annienta e apre la porta a tanto dolore”, il commento di Francesco.
“La principale minaccia alla speranza è farti credere che cominci a valere quando ti mascheri di vestiti, marche, dell’ultimo grido della moda, o quando diventi prestigioso, importante perché hai denaro, ma in fondo il tuo cuore non crede che tu sia degno di affetto, degno di amore. La principale minaccia è quando uno sente che i soldi gli servono per comprare tutto, compreso l’affetto degli altri. La principale minaccia è credere che perché hai una bella macchina sei felice”.

“Da parte di Gesù vi chiedo di non lasciarvi escludere, non lasciarvi disprezzare, non lasciarvi trattare come merce”. È la preghiera del Papa ai giovani.
“Certo, è probabile che non avrete la macchina ultimo modello, non avrete il portafoglio pieno di soldi, ma avrete qualcosa che nessuno potrà togliervi cioè l’esperienza di sentirsi amati, abbracciati e accompagnati”, ha garantito Francesco: “È l’esperienza di sentirsi famiglia, di sentirsi comunità”. “
E di guardare il mondo in faccia, con la fronte alta, la dignità”, ha aggiunto a braccio.

“Mi avete chiesto una parola di speranza: quella che ho da darvi si chiama Gesù Cristo”.
“Quando tutto sembra pesante, quando sembra che ci caschi il mondo addosso, abbracciate la sua croce, abbracciate Lui e, per favore, non staccatevi mai dalla sua mano, per favore, non allontanatevi mai da Lui. Perché insieme a Lui è possibile vivere pienamente, insieme a Lui è possibile credere che vale la pena dare il meglio di sé, essere fermento, sale e luce tra gli amici, nel quartiere, in comunità”.

Parole rivolte direttamente ai giovani messicani, che hanno ascoltato commossi, tra canti e coreografie, Papa Francesco, ma sicuramente indirizzate a tutti i giovani (e non solo) del mondo.

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