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Il dragone rosso ha rallentato la sua corsa

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Il dragone rosso ha rallentato la sua corsa. La Cina si è fermata, dopo aver visto aumentare la propria economia ogni anno del 10%: il Pil relativo all’anno 2015 registra infatti solo un +6,9%, il dato più basso dal 1990, dopo che nel 2014 aveva già toccato un +7,4%.

Con un’Unione Europea che pare ancora rimanere bloccata nella palude della stagnazione, in attesa che gli Stati Uniti conoscano il loro nuovo presidente - vicenda che li terrà occupati per tutto il 2016 - e alla luce del crollo del prezzo del petrolio, il mondo si interroga anche sul futuro di questo gigante.

Dal 10 al 6%: un calo importante

“Si tratta di un rallentamento - spiega il prof. Paolo Rizzi, docente di Economia all’Università Cattolica di Piacenza - , sono passati da un +10% - un dato pazzesco - al +6%. La diminuzione è stata importante: calare di 4 punti porta a conseguenze enormi, così come la crescita enorme dell’ultimo decennio ha presentato questioni e problemi seri. D’altronde stiamo parlando di una nazione da un miliardo e mezzo di abitanti: i meccanismi economici della Cina hanno riflessi ed effetti in tutto il mondo. Mondo che, oltre alla crisi cinese, deve affrontare anche il crollo del prezzo del petrolio, che sta tenendo sulla difensiva i paesi del Medio-Oriente, la Russia e il Brasile”.

Leggi articolo alla pagina 3 dell’edizione di venerdì 19 febbraio 2016

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