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Dal Vangelo secondo Marco (Mc 10,17-27 forma breve)

La fede
non è un hobby

In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada,
un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò:
«Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?».
Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo.
Tu conosci i comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio,
non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”».
Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate
 fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse:
«Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri,

e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!».
Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato;
possedeva infatti molti beni.
Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli:
 «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!».
I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro:
«Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello
passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio».
Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?».
Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse:
 «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».

La nostra vita e la Parola

20ago veglia con il Papa allaerodromo di Cuatro VientosMadrid 20 agosto XXVI Gmg veglia con il Papa allaerodromo di Cuatro Vientos sic gen sirLa vita eterna. Il brano di Vangelo di questa domenica racconta dell’incontro e del dialogo tra Gesù, che sta per riprendere il cammino verso Gerusalemme, ed un uomo che si getta ai suoi piedi. Si tratta di una persona che fin dalla sua giovinezza ha osservato la legge, ma che ha ancora nel cuore una domanda bruciante, tanto che, per non lasciarsi sfuggire Cristo, gli corre incontro: “che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?”. Ha visto in Gesù di Nazareth una novità, ha intuito che in quell’uomo che sta passando può trovare la risposta.
La domanda che questo tale pone non è mossa da una curiosità speculativa: non è la domanda di uno che ha l’hobby della religione, che si interessa di questioni spirituali. È la domanda che ogni uomo porta nel cuore in quanto uomo: cosa devo fare perché la mia vita sia vera, sia beata, sia felice, compiuta, completa, non toccata dalla morte? L’osservanza della legge, che Gesù stesso richiama elencando alcuni comandamenti del decalogo, non basta. Manca qualcosa e a questa mancanza non si può ovviare moltiplicando le opere buone, diventando più osservanti. Quest’uomo che parla con Gesù lo sa, se è andato da Cristo e si è buttato in ginocchio ai suoi piedi è perché ha intuito che la vita che cerca gli sta sfuggendo.
Vieni e seguimi. Può sembrare paradossale la proposta che Gesù rivolge a quest’uomo. È molto ricco, osserva i Comandamenti, ma gli manca qualcosa, e, poiché gli manca qualcosa, Gesù gli dice “va’ vendi quello hai, dallo ai poveri”. Ma come!? Mi manca qualcosa e mi viene chiesto di privarmi di quello che ho? Gesù gli dice “vieni e seguimi”.

Sta qui il vero cambiamento, la vera rivoluzione: a questo uomo è proposto di cambiare il centro della propria vita e mettersi in cammino dietro a Gesù. È come se Gesù dicesse: ciò che ti manca sono io! Io sono la vita eterna che cerchi, l’amore con cui ti guardo è ciò che stai cercando, io sono la perla preziosa, il tesoro trovato nel campo. Fino ad ora hai posto le fondamenta della tua esistenza in ciò che puoi fare e in ciò che possiedi: vendere i beni non è tutto, non sta lì la felicità, ma è un gesto con il quale quest’uomo può finalmente verificare se è disposto a non vivere più come padrone della propria esistenza.
La ricchezza economica è la radice, l’alimento, della ricchezza più grande alla quale siamo più attaccati che è il possesso che abbiamo di noi stessi. È difficile per l’uomo entrare nel regno di Dio perché è troppo ricco, è aggrappato a quel poco che ha e così perde il centuplo che può ricevere. I discepoli sono sorpresi, ma comprenderanno quanto sia difficile spogliarsi dell’uomo vecchio per vestirsi di Cristo. Hanno però già fatto esperienza che questo passaggio impossibile all’uomo è possibile a Dio.
Don Andrea Campisi

I Padri, nostri maestri

Auguro a ciascuno e a ciascuna di voi di scoprire questo sguardo di Cristo e di sperimentarlo fino in fondo. Non so in quale momento della vita. Penso che ciò avverrà quando ce ne sarà più bisogno: forse nella sofferenza, forse insieme con la testimonianza di una coscienza pura, come nel caso di quel giovane del Vangelo, o forse proprio in una situazione opposta: insieme col senso di colpa, col rimorso di coscienza. Cristo, infatti, guardò anche Pietro nell’ora della sua caduta, quando egli ebbe rinnegato tre volte il suo Maestro. (San Giovanni Paolo II)

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