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Dal Vangelo secondo Marco (Mc 12,28-34)
L’altro non è un rivale
In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò:
«Qual è il primo di tutti i comandamenti?».
Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore;
amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima,

con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”.
Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”.
Non c’è altro comandamento più grande di questi».
Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità,
che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore,
con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso
vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici».
Vedendo che egli aveva risposto saggiamente,
Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio».
E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.

La nostra vita e la Parola

amiche gesto daffetto“Qual è il primo di tutti i comandamenti?”. La domanda dello scriba non è una domanda accademica, è la domanda che c’è nel cuore di ogni uomo: qual è lo scopo per cui sono stato creato? Dentro a tutti gli avvenimenti della vita c’è un punto di unità che deve orientare le mie scelte e le mie decisioni? Il popolo di Israele è un popolo che ha conosciuto Dio facendo l’esperienza della salvezza: Dio non è per loro una idea, il punto di arrivo di una speculazione intellettuale o filosofica elaborata dietro una scrivania o una cattedra.
Dio non è per loro una opinione, un dubbio, un’ipotesi, è una persona che ha agito: ha scelto e chiamato alcuni uomini, Abramo, Isacco, Giacobbe, per farsi conoscere, è colui che ha ascoltato il grido di un popolo schiavo in Egitto e lo ha liberato, gli ha mostrato la via della vita sul Sinai, lo ha condotto nella terra promessa, ha combattuto contro i nemici che occupavano quella terra, è una persona che ha corretto il suo popolo, lo ha perdonato. È nato un rapporto con Lui, una relazione non basata su una sottomissione religiosa, sulla paura di un ignoto oscuro: Dio ha amato il suo popolo nella concretezza della storia e desidera essere amato. Poter amare Dio è la vera grandezza dell’uomo. Questa creatura fatta di polvere di terra può entrare in una relazione di amore con l’autore della vita.
Il prossimo. In questo primo comandamento senza il quale nulla sta in piedi è inserito anche il secondo, “amerai il tuo prossimo come te stesso”. L’altro non è qualcuno da usare, non è un rivale, uno con il quale misurarmi, qualcuno da cui difendermi. L’altro mi è dato, mi è messo vicino, perché io sia me stesso, perché si dispieghi l’essenza di cui sono fatto. Comprendere cosa significhi amare l’altro è stato un cammino lungo per il popolo di Israele, come per ogni uomo. Proprio perché sull’amore l’uomo si gioca la vita è su questo campo che si moltiplicano gli inganni, le illusioni: spesso quello che chiamiamo amore è un possesso soffocante dell’altro.

Il vero amore al prossimo non è quello che viene istintivo. Per questo i due comandamenti sono intrecciati e non stanno in piedi da soli: non si può amare Dio senza amare il fratello, e non esiste amore fraterno senza l’amore di Dio. Lo scriba non è lontano dal regno di Dio. Lo ha di fronte, perché quel comandamento si è fatto carne in un uomo che lo sta vivendo fino in fondo, Gesù di Nazaret.
Don Andrea Campisi


La parola d’al Signur
«Qual è il primo di tutti i comandamenti?».
Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore;
amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima,

con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”.
Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”.

«Qual el al primm ad tütt i cumandameint?».
«Al primm l’é: “Al Signur nostar Diu l’é l’ünich Signur;
at vurré bein al Signur tò Diu con tütt al tò cör,

con tütta la tò anma, con tütta la tò meint
e con tütta la tò forsa”. Al second l’é cust:
“At vuré bein al tò prossim cmé s’at fiss té”».
Traduzione in dialetto piacentino a cura di Andrea Bergonzi

I Padri, nostri maestri
“L’amore di Dio è primo nell’ordine dei precetti, l’amore del prossimo è primo nell’ordine della prassi ... Amando il prossimo rendi puro il tuo sguardo per poter vedere Dio”. (sant’Agostino)

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