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Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 14,23-29)
La fede non è uno slogan

In quel tempo, Gesù disse [ai suoi discepoli]:
«Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà
e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.
Chi non mi ama, non osserva le mie parole;
e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi.
Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome,
lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.
Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la dò a voi.
Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.
Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”.
Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me.
Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate».

La nostra vita e la Parola
cammina soloInsegnamento. “Lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa”. Forse si può paragonare la vita ad una scuola, cioè un luogo dove imparare, dove far sorgere delle domande e cercare risposte, dove affrontare dei problemi e cercare la loro soluzione, dove essere istruiti su una materia per cominciare a maneggiarla. Siamo come una tavoletta di cera su cui qualcuno scrive: quanto sono importanti le cose che sono state scritte in noi nella nostra infanzia, le parole che abbiamo ascoltato, l’aria che abbiamo respirato. Sono importanti le prime parole che vengono scritte perché sono la premessa da cui tutto discende: come in un’espressione matematica i primi passaggi che si fanno sono decisivi per il risultato finale.
Gesù promette ai discepoli un insegnante, uno che scrive dentro di noi le sue parole. È lo Spirito Santo che insegna ogni cosa perché tutto ciò che costituisce la nostra vita, gli affetti, il rapporto con i soldi, il modo di mangiare e vestire, la salute e la malattia, tutto è materia dell’insegnamento di Dio, tutto si può vivere secondo il disegno di Dio, a partire da Lui e in vista di Lui. I discepoli, che stando con Gesù avevano visto vivere la vita umana al modo di Dio, dopo la sua morte e resurrezione non avranno più qualcuno di esterno a cui guardare ma un ospite interiore che agirà in loro, con cui dovranno collaborare in sinergia.
Memoria. Questa azione dello Spirito ha anche un altro aspetto importante: “lo Spirito Santo vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto”. Una delle facoltà più importanti per l’uomo è la memoria: quando perdiamo la memoria non riusciamo più a vivere il nostro presente e ad affrontare il futuro che ci viene incontro. Se è così importante ricordare chi siamo e cosa abbiamo fatto in ciò che conta poco e che passa, quanto più è decisivo ricordare le parole che Gesù ci ha rivolto. Non si tratta di ricordare a memoria delle formule, degli slogan che vanno sempre bene davanti alla complessità della vita. La memoria non è infatti un registratore automatico, ma è una lettura di quello che è accaduto secondo un certo taglio. Il medesimo fatto può essere ricordato come un fallimento o come una liberazione. Lo Spirito Santo quindi aiuta a rileggere quello che è accaduto secondo la logica di Dio che va molto oltre la nostra. Così la Chiesa, e in lei ogni credente, è guidata dallo Spirito che insegna e ricorda, scrive dentro di noi e ci conduce a leggere gli avvenimenti alla luce della morte e resurrezione di Cristo.

Don Andrea Campisi

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