Menu

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 24,46-53)
Siamo tutti missionari
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome
saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati,
cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni.
Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso;
ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto».
Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse.
Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo.
Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia
e stavano sempre nel tempio lodando Dio.

La nostra vita e la Parola
17 2016suonanoLa conversione e il perdono. “Nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati”: ecco il contenuto della predicazione dei discepoli di Cristo, ecco la buona notizia che i testimoni della resurrezione di Gesù possono portare a tutti gli uomini, qualsiasi sia la loro provenienza etnica, culturale, politica.

In Cristo c’è per ogni uomo l’opportunità di un cambiamento totale della sua vita: una trasformazione del suo atteggiamento interiore, del cuore, del pensiero. Tutto questo avviene attraverso il perdono dei peccati che è molto di più di un generico atteggiamento benevolo di Dio verso di noi quando ci allontaniamo da lui: il perdono è una nuova nascita, è una rottura con la vita di prima.
Chi può perdonare i peccati se non Dio solo? Chi può davvero sciogliere quei legami che tengono gli uomini schiavi? C’è davvero qualcuno che può risanare quella malattia che tutti ritengono inguaribile e con la quale tutti sono ormai rassegnati a convivere? Poiché Cristo sale al cielo, il cielo può entrare nell’uomo e trasformarlo dal di dentro. Cristo ha un potere di guarigione che è frutto della sua morte e resurrezione.
I testimoni. Ai discepoli, che sono mandati come testimoni ad adempiere questa missione, viene inviato Colui che era stato promesso: lo Spirito Santo. Come diceva Cesare Pavese: come mai c’è nel nostro cuore un’attesa se nessuno ci ha promesso qualcosa? C’è nel nostro cuore il desiderio che venga qualcuno che non sappiamo bene chi sia. Il promesso è lo Spirito Santo, la vita stessa di Dio.
È questa la potenza dall’alto che “riveste” i discepoli di Gesù. Gesù li invita a rimanere in città finché il cambiamento di vestito non sia avvenuto. Questo perché imparino a non agire a partire dai loro progetti, dalle loro idee per quanto geniali e innovative. Il punto di partenza della loro missione, il protagonista di questa avventura che supera totalmente le loro capacità, è Dio stesso.
L’annuncio del vangelo non è la propaganda di una idea nuova, è l’azione di Cristo attraverso coloro che Egli manda.
Egli conferma la predicazione con i segni e i prodigi, come accadde con Mosè quando fu inviato al faraone. Chi annuncia il vangelo è spettatore, egli per primo, di ciò che opera il Signore.

Don Andrea Campisi

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

"Il Nuovo Giornale" percepisce i contributi pubblici all’editoria.
"Il Nuovo Giornale", tramite la Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), ha aderito allo IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

Amministrazione trasparente