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Con il potere
dello Spirito

Dal Vangelo secondo Matteo (28,16-20)
In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea,
sul monte che Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostrarono.
Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro:
«A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra.
Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli,
battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo,
insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato.
Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

La nostra vita e la Parola
pentecosteDubitarono. “Quando lo videro si prostrarono. Essi però dubitarono”. Colpisce e sorprende questo dubbio nel contesto dell’incontro di Gesù risorto con gli undici. Non è un dubbio intellettuale, ma la condizione dell’uomo in cui vacilla perché ha una posizione doppia. Il verbo greco indica proprio la situazione in cui uno si trova davanti a un bivio e non sa dove andare, oscillando tra due posizioni. È lo stesso verbo che Matteo utilizza nel passo dove narra della tempesta sul lago. Pietro guardando Cristo cammina sulle acque, ma quando si impaurisce comincia ad affondare e Gesù gli dice “perché hai dubitato?”. Non hai ancora scelto se venire verso di me o se guardare il mare e ascoltare il vento contrario.
Gli undici ancora non hanno deciso se vivere secondo la morte o secondo la resurrezione. E come sul lago Gesù tende la mano e afferra Pietro così sul monte si avvicina ai discepoli. All’inizio della missione di Gesù il tentatore lo aveva portato su un monte alto e aveva proposto di regnare sul mondo secondo la sua logica. Questo modo di regnare passava attraverso una prostrazione: “gettandoti ai miei piedi”. Ora i discepoli si prostrano davanti a Gesù. Il dubitare quindi è proprio su quel punto: seguire la logica di Cristo, il suo potere che ha ricevuto dal Padre, potere di vincere il male donando la propria vita, oppure seguire la logica di satana di un potere che schiavizza l’uomo?
Il potere. Quel potere che Cristo non ha conquistato con la logica del mondo, ma che ha ricevuto dal Padre, lo dona, lo trasmette ai discepoli. Per questo li manda e andando smettono di vacillare da un piede all’altro senza decidere da che parte andare. Il compito è di fare discepoli tutti i popoli, quei popoli che sono schiavizzati sotto il potere satanico del mondo. Come avviene questo? Battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, cioè immergendoli nella vita di amore di Dio, che è comunione. Quando l’uomo viene bagnato dalla vita di Dio, rinasce e vive una vita nuova.

E questo accade non perché viene convinto da una dottrina ben argomentata o perché ha trovato un metodo per risolvere i problemi. La vita cambia perché si viene inzuppati nella morte e resurrezione di Gesù. Quando vogliamo vivere o far vivere secondo l’esempio di Cristo senza prima aver ricevuto la sua vita andiamo incontro a grandi fallimenti. Prima la vita si riceve e poi si vive.
Don Andrea Campisi

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