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La terapia del sorriso

La psicologa: un gesto trasversale a tutte le culture

di nuzzo

Il sorriso era il biglietto da visita di suor Leonella: sorrideva a tutti, anche a quelli che non conosceva. Era il suo modo per portare gioia a chi incrociava nelle sue giornate.
Qual è la portata di un sorriso per chi lo fa e per chi lo riceve? Lo abbiamo chiesto ad Elisa Di Nuzzo, psicologa e psicoterapeuta a Piacenza e Codogno; lavora in cure palliative per l’associazione “Il Samaritano onlus” all’Hospice ospedaliero dell’Azienda Socio Sanitaria Territoriale di Lodi.
“Il sorriso è un gesto comunicativo intuitivo e di facile comprensione per chi lo osserva: buona parte della comunità scientifica lo considera un comportamento innato e per questo trasversale a diverse culture, se non addirittura universale – spiega –.Una persona sorridente vuole esprimere accoglienza e apertura.
Questo comportamento sembra essere in continuità con i segnali del regno animale. L’etologia infatti afferma che mostrare i denti senza avere intenzione di mordere rivela per l’animale l’assenza di aggressività e la proposta di un atteggiamento amichevole. È come se ci volesse dire: «Ho anch’io i denti, ma non li voglio usare per ferirti!»”.

Pubblicato il 22 maggio 2018.

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