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Mons. Toso: «L’obiettivo è il lavoro per tutti»

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Lavoro libero, creativo, partecipativo e solidale: un anno fa erano queste le linee guida promosse dalla “Settimana sociale dei cattolici italiani” di Cagliari. Mons. Mario Toso, vescovo di Faenza – Modigliana, è tornato su questi temi nella serata di martedì 30 ottobre in un incontro dal titolo “Il lavoro dignitoso”, tenutosi nell’Aula Magna del Seminario vescovile di via Scalabrini.
“Un anno fa, durante la «Settimana sociale», l’obiettivo era rimettere al centro il lavoro degno e procedere al rilevamento di buone pratiche da attuare a livello di politica e società civile – ha spiegato Toso – oggi gli atti di Cagliari ci dicono che quanto emerge non è solo un lamento continuo sulle criticità del lavoro, ma anche l’apertura di un processo, seppur difficoltoso, verso nuove opportunità. Ciò sta implicando la necessità di rimettersi in rete e creare nuove sinergie tra soggetti sociali, economici e politici, anche e soprattutto a livello di pastorale delle Chiese e delle organizzazioni cattoliche di ispirazione cristiana. In questo processo – ha continuato – è fondamentale ritornare alla Dottrina sociale, spesso dimenticata anche nell’ambiente cattolico. La Dottrina sociale - mettendo al centro la dignità dell’uomo e del lavoro - consente l’attenzione necessaria allo sviluppo dell’economia digitale, al formarsi dell’impresa 4.0, evidenzia l’importanza dell’innovazione come opportunità da cogliere e permette di indirizzare non solo il profitto, ma anche la creazione di nuovi lavori al servizio della società. Fornisce i punti di riferimento per risolvere i problemi fondamentali del nostro tempo”.
Mons. Toso, facendo riferimento anche all’attuale dibattito politico intorno al “reddito di cittadinanza” si è detto contrario ad ogni tipo di assistenzialismo nel mondo del lavoro. “Non è degno dell’uomo un lavoro sempre più caratterizzato dalla precarietà, oppure quel lavoro sostenuto da semplici misure assistenziali, da assegni sociali. L’obiettivo vero da raggiungere non è il reddito per tutti, bensì il lavoro per tutti. Perché senza lavoro per tutti non ci sarà dignità per tutti”.
In conclusione, Toso ha evidenziato inoltre la necessità del ritorno di una rappresentanza cattolica in politica: “senza una rappresentanza come possiamo incidere sulle politiche economiche - finanziarie del lavoro? – si è domandato –. Fosse anche solo con una minoranza, ma una minoranza compiuta, che stimola che provoca: siamo ritornati ad essere analfabeti dal punto di vista democratico. Insisto molto sulla nascita di un nuovo movimento sociale – ha concluso – altrimenti come possiamo essere incidenti sulle cose importanti circa la dignità del lavoro, della persona, del diritto alla vita?”.
L’incontro - moderato dal prof- Paolo Rizzi (Università Cattolica di Piacenza), e a cui ha partecipato anche il vescovo mons. Gianni Ambrosio - è stato organizzato da Azione Cattolica diocesana, Acli (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani) provinciale, MEIC (Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale) e “Città dell’uomo”, associazione fondata nel 1985 da Giuseppe Lazzati.

Federico Tanzi

Pubblicato il 31 ottobre 2018

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