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Abusi e minori: la Chiesa riparte dalle sue ferite

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Nell’aula nuova del Sinodo in Vaticano dal 21 al 24 febbraio si è svolto l’incontro “Protezione dei minori nella Chiesa”. Sono stati 190 i partecipanti, di questi, 114 erano Presidenti delle Conferenze episcopali provenienti da tutto il mondo.
“Dinanzi alla piaga degli abusi sessuali perpetrati da uomini di Chiesa a danno dei minori - ha detto in apertura dei lavori papa Francesco -, ho pensato di interpellare voi, Patriarchi, Cardinali, Arcivescovi, Vescovi, Superiori Religiosi e Responsabili, affinché tutti insieme ci mettiamo in ascolto dello Spirito Santo e con docilità alla Sua guida ascoltiamo il grido dei piccoli che chiedono giustizia”.
C’era anche la dott.ssa Linda Ghisoni, piacentina di Caorso, sottosegretario del Dicastero Vaticano per i laici, la famiglia e la vita, all’incontro in Vaticano sulla protezione dei minori nella Chiesa.
"Abbiamo vissuto, insieme al Papa, giorni di lavoro intenso - sono le parole di Linda Ghisoni - scandito dall’ascolto delle vittime in aula, da prolungati minuti di silenzio, da conferenze, da lavori di gruppo, da incontri personali, dalla preghiera, dalla celebrazione penitenziale, affinché tutti prendessero consapevolezza della abnormità insita negli abusi di coscienza, di potere e sessuali. Solo la consapevolezza di questi delitti può condurci ad un vero esame di coscienza e a provvedere alla giustizia, alla riparazione, alla prevenzione".
Come la Chiesa può ripartire dalla ferita profonda della pedofilia? "Occorre risollevarci, con umiltà e verità, dagli errori commessi. Mi colpiva, in questo senso, l’intervento in aula del cardinale Tagle: parlandoci delle apparizioni di Gesù agli apostoli, ci ricordava che il Risorto appariva invitandoli a toccare le ferite visibili sul suo corpo, come accadde con Tommaso che, proprio vedendo e toccando quelle ferite, fece la sua professione di fede. Mentre perciò ci adoperiamo per prevenire gli abusi di ogni genere, come Chiesa dobbiamo piegarci sulle ferite già inferte a tanti nostri fratelli e trarne la nostra conversione personale e comunitaria".

Pubblicato il 7 marzo 2019

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