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Insieme per il carcere

Maria Gabriella Lusi da fine febbraio dirige la casa circondariale

lusisito

È una tessitrice di relazioni Maria Gabriella Lusi, da fine febbraio direttrice della casa circondariale delle Novate. Dal primo incarico nel 1997 - come vicedirettore a Parma - all’ultimo, alla guida dell’istituto penitenziario di Cremona, passando per Bergamo, Milano Bollate, Brescia e Voghera, il filo rosso della sua azione si srotola lungo i concetti di “coralità” e “dignità”. Nella consapevolezza - precisa - “che lavorare con le persone per le persone” richiede attenzione, tempo, cura e rispetto per tutte le componenti che in carcere lavorano o vivono. E senza lasciare fuori il territorio.
“Sono cresciuta con l’idea di voler rendere un servizio allo Stato, forse perché - anche per merito del nonno, che fu tra i padri Costituenti (il senatore Giovanni Caso, eletto nelle file della Dc, nda) - in famiglia ho respirato il culto della Costituzione”.
Tra i progetti sul fronte lavorativo che la dottoressa Lusi ha portato avanti alla casa circondariale di Cremona c’è il laboratorio di trasformazione agroalimentare “I buoni di Cà del Ferro”, dal nome della via dove sorge il carcere. A fare da regia, la cooperativa sociale “Nazareth”. “Siamo entrati subito in sintonia rispetto al significato del lavoro dei detenuti: non abbiamo mai inteso assisterli - precisa la dottoressa Lusi - ma offrire un’opportunità qualificata, con gli stessi pro e contro di un rapporto di lavoro esterno. In carcere lavorare non vuol dire aver diritto a una retribuzione senza impegno. Anzi. È una prova per i detenuti”.
“Spesso le case circondariali – continua - raccolgono persone ai margini della società, con scarse reti familiari sul territorio e che spesso non hanno un domicilio. Di fronte a queste situazioni dobbiamo per forza lavorare insieme, confrontarci e costruire. Da Piacenza raccolgo davvero tanta voglia di fare per il carcere. Mi sembra un ottimo punto di partenza”.

Pubblicato il 19 aprile 2019

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