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Quel 21 aprile 1957

Il giorno di Pasqua a casa Lobianco

lobianco

Dopo 62 anni, il 21 aprile sarà ancora Pasqua. E per Claudio Lobianco, siciliano di Modica, ferroviere in pensione, a Piacenza dal 1979, sarà anche un compleanno speciale.
Al momento della nascita, dopo un travaglio lungo e doloroso, non dava segni di reazione. La levatrice, chiama in casa ad assistere al parto, dà alla madre la notizia che il suo bambino non ce l’aveva fatta.
Era mezzogiorno e – dalla finestra – arrivavano gli echi dei fuochi d’artificio della grande processione che ogni anni, a Pasqua, nel centro di Modica fa incontrare le statue dell’Addolorata e del Cristo Risorto. Il velo nero del lutto che ricopre la Madonna cade per far posto al manto celeste. Tra un volo di colombe bianche, le braccia della Vergine - attraverso un movimento meccanico - si allargano verso Gesù, per abbracciarlo e baciarlo più volte. Dalle labbra della giovanissima madre sgorga una supplica: “Ti prego, prenditi la mia vita e ridalla a mio figlio”. Subito dopo, il piccolo prende a muovere una manina, scoppia a piangere. “Non è morto, non è morto”, si mette a gridare la levatrice.
“Mia madre mi ha sempre raccontato cos’era accaduto al momento della mia nascita. Ogni volta che ci penso, mi accorgo che questa è una storia di amore e di resurrezione. Lì c’è stata davvero la mano della Madonna”. Per questo Claudio Lobianco il 21 aprile sarà nella sua Modica per festeggiare con i genitori e la famiglia un compleanno e una Pasqua veramente unici.

Pubblicato il 19 aprile 2019.

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