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Il Vangelo secondo Carracci

Fino al 6 gennaio la mostra in Cattedrale

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L’ascesa ai matronei tramite il nuovo affaccio, non prima di aver potuto ammirare da vicino la Pala di San Martino, è un percorso suggestivo e coinvolgente nel cuore della nostra cattedrale e nell’umanesimo intriso di sacro di Carracci. È proseguita così, con la visita completa, la giornata di coloro che hanno partecipato all’inaugurazione dell’evento che celebra Ludovico Carracci a quattrocento anni dalla morte, avvenuta nel 1619. Per poi concludersi con la Messa di Gloria di Pietro Mascagni, travolgente opera di musica sacra, sempre nel nostro Duomo.“Ludovico Carracci a Piacenza. L’arte della Controriforma”, è stata la conferenza inaugurale, svoltasi sabato scorso, di un evento che nei prossimi mesi fino al 6 gennaio, dopo quello su Guercino, porterà nuovamente la cattedrale di Piacenza e la nostra città alla ribalta nazionale, con la possibilità di conoscere le opere di Carracci e Procaccini da un punto di vista inedito, con visite guidate ed eventi collaterali.

La fede e il bello nell’arte

Dopo i saluti del vescovo Gianni Ambrosio, che ha sottolineato l’importanza del bello nell’arte per la valorizzazione del sacro e ha evidenziato come “l’arte di Carracci appartenga forse più al periodo della Riforma cattolica seguita al Concilio di Trento che alla Controriforma nata come opposizione alla Riforma Protestante”, è toccato al sindaco Patrizia Barbieri esprimere grande soddisfazione per come Piacenza, tramite eventi come questo, stia facendo crescere il territorio, attirando il turismo straniero, ma anche sensibilizzando i giovani all’arte e alla cultura. “Siamo sulla strada giusta che ci sta portando verso gli eventi di Capitale Cultura 2020 – ha detto Barbieri – stiamo lavorando molto bene con Parma, la vincitrice, e Reggio Emilia. Faremo grandi cose”. Per il presidente della Fondazione Piacenza e Vigevano, Massimo Toscani, “ci vogliono coraggio ed entusiasmo per organizzare iniziative come queste, ma la nostra città, dopo gli eventi sulle cupole di Guercino e Pordenone, è ormai preparata e, grazie alla forte collaborazione tra comune, Fondazione e Diocesi è ormai riconosciuta a livello nazionale come sistema Piacenza”.

Ferrari: vogliamo far parlare il Vangelo

Sono tra l’altro in divenire nuovi progetti sulle cupole con la Fondazione di Parma e di fatto, ha rimarcato Toscani, “l’evento su Carracci è solo l’aperitivo di quello che ci aspetta il prossimo anno”.
Come Barbieri, anche Toscani ha evidenziato come queste iniziative permettano di avvicinare sempre di più i giovani alla cultura e ha ricordato, tra l’altro, Caccia ai tesori dell’arte, il gioco a squadre per bambini, ragazzi e famiglie in programma sabato 28 settembre in centro storico. A sua volta il direttore dell’Ufficio beni culturali della diocesi, Manuel Ferrari, ha sottolineato come tramite gli eventi organizzati siano stati realizzati 70 laboratori e coinvolte 2.500 scuole. “Quello che stiamo facendo – ha tenuto a precisare Ferrari – è importante non solo dal punto di vista economico e turistico – ma anche dal punto di vista identitario per la nostra comunità. Lo sforzo di un museo ecclesiastico – ha continuato Ferrari - è quello di trasmettere il Vangelo attraverso l’arte. Con la nostra proposta didattica stiamo coinvolgendo anche oratori e catechisti e oggi la cattedrale è maggiormente vissuta e sentita dalla nostra città”. Proprio per la valenza di questa proposta didattica e culturale Ferrari ha voluto ringraziare in particolare, oltre a tutti gli attori coinvolti nell’organizzazione dell’evento – tra cui comune e Fondazione - Cooltour, la giovane realtà piacentina grazie alla quale “abbiamo realizzato un metodo studiato e ammirato in tutta Italia”.

Il restauro del Palazzo vescovile

Ferrari ha poi ricordato l’inaugurazione aperta alla cittadinanza, in programma questa settimana, dei lavori di restauro alle facciate del cortile e alla pavimentazione del Palazzo Vescovile e, insieme a Susanna Pighi, conservatore dei Beni culturali della diocesi e prima promotrice di questa mostra, è entrato nel dettaglio dell’evento, che permette di vedere l’intero ciclo pittorico di Procaccini, Carracci e dei suoi due allievi Garbieri e Cavedoni, oggi poste in quattro sedi differenti, secondo un racconto coerente che ritrova la trama del passato, sconvolta dai restauri scalabriniani dell’Ottocento. È così possibile salire ai matronei e affacci sugli affreschi del presbiterio, visitare la Pala di San Martino – appositamente spostata dalla controfacciata della cattedrale e posta al salone polifunzionale – ammirare le tele in controfacciata e gli affreschi staccati conservati nel Palazzo Vescovile. Il tutto reso più chiaro da importanti documenti originali e da un suggestivo video esplicativo realizzato da Twin Studio nella sala multimediale. Per un viaggio straordinario nella storia dell’arte.

Andrea Nempi

Pubblicato il 27 settembre 2019

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