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Ricordando Carlo Casini, fondatore del Movimento per la Vita

casini

Dopo una lunga malattia è morto lunedì 23 marzo a Roma Carlo Casini, 85 anni, fondatore del Movimento per la Vita, tra i protagonisti del cattolicesimo impegnato nella società, nella cultura e nella politica tra XX e XXI secolo. È stato magistrato, giurista, parlamentare, eurodeputato, e promotore di molte iniziative pubbliche a favore appunto della vita.

Il presidente, il consiglio esecutivo e l’Associazione Scienza & Vita tutta, riconoscenti, esprimono il proprio cordoglio per la scomparsa dell’amico Carlo Casini, socio fondatore della Associazione stessa, già presidente del Movimento per la vita italiano.
Nel ricordare “l’impegno profondo di Carlo a favore e in difesa della vita umana fin dal concepimento”, l’Associazione si stringe attorno ai suoi familiari, alla moglie ed ai figli, che hanno accompagnato con amore e dedizione l’ultimo tratto della sua vita, segnata dalla sofferenza e dalla malattia.
“Le radici dell’impegno di molti di noi attingono anche alla testimonianza di Carlo e al suo qualificato impegno di volontariato per la vita – si legge in una nota di Scienza & Vita -. Con gratitudine, riconosciamo il privilegio di averlo avuto come amico, maestro, guida, fin dalla costituzione del Comitato Scienza & Vita per la legge 40, nel 2005, Comitato dal quale ha preso le mosse la nostra Associazione”.
Insieme ad altri testimoni significativi degli ultimi 40 anni, quali – solo per citarne alcuni – il Santo Papa Giovanni Paolo II, la Santa Madre Teresa di Calcutta, il compianto card. Elio Sgreccia, “Carlo Casini ha scelto di impegnare tutta la sua vita – personale, professionale e politica – per la causa della difesa della vita umana in tutte le sue fasi, dal concepimento alla morte naturale”.
Scienza & Vita ricorda in particolare “come la sua limpida passione per la vita si sia esplicitata anche tra i banchi parlamentari, sia in Italia che al Parlamento europeo, dove ha potuto portare una voce autorevole – anche se spesso solitaria – affinché il diritto e la legislazione assumessero il concepito come ‘metro’ delle proprie scelte, posizione, questa, che non ha trovato applicazione concreta ma che resta segno indelebile del suo impegno e della sua testimonianza”.
E conclude: “Lo spessore dell’eredità che ci lascia, più ancora del vuoto determinato dalla sua scomparsa, ci vincola in maniera decisa all’impegno futuro, senza compromessi e senza cedimenti, nella consapevolezza che un profeta della vita è entrato nella vita piena”.

Pubblicato 25 marzo 2020

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