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La Festa del Patrono nel segno della speranza

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La tradizionale solennità di Sant’Antonino, patrono di Piacenza, ha avuto quest’anno un tono diverso dal solito. È venuta a mancare, a causa del Covid 19, anche la consueta fiera con le bancarelle che animava la città di gente e di colori. La concomitanza, nel giorno di sabato, con il mercato settimanale, ha però indotto l’Amministrazione comunale a prolungarlo fino alle 21.30. Tutto ciò però non ha sostituito la tradizionale kermesse, con i moltissimi banchi vendita, che, negli scorsi anni, riempiva Piacenza.

Una festa intima, sofferta, toccante

La celebrazione liturgica del Santo Patrono ha avuto inizio alle 10.45 in piazza Sant’Antonino dove, dopo il ricordo delle vittime del corona virus, con il commovente suono di tromba del “silenzio”, c’è stato il tradizionale dono dei ceri alla basilica da parte del sindaco Patrizia Barbieri.
All’interno della chiesa il Vescovo Mons. Gianni Ambrosio ha celebrato l’eucaristia contornato dai vicari episcopali e quelli territoriali che hanno rappresentato tutte le parrocchia della diocesi.
“Quest’anno festeggiamo il nostro patrono in modo più intimo, più sofferto e più toccante”. Sono le parole del presule che ha sottolineato l’essenzialità della liturgia in questo contesto di Covid 19. “Anche il premio Antonino d’Oro 2020 è insolito - ha aggiunto -. Saggiamente è stato assegnato dai canonici della basilica di Sant’Antonino non ad una singola persona, ma alla città e alla provincia di Piacenza. Perché la comunità piacentina nel suo insieme ha manifestato una grande forza spirituale e morale, ha saputo far fronte alle molte difficoltà con generosità, coraggio, collaborazione e altruismo”.
Il Vescovo ha  evidenziato il grande movimento di solidarietà della diocesi che ha alle spalle secoli di storia. “La tragedia della pandemia - ha commentato - ha smosso, ha risvegliato e attivato la lunga trama di quelle buone relazioni che ci fanno respirare a pieni polmoni: protagonista è stata la comunità tutta, che non è la semplice somma di singoli”.
Al termine della celebrazione eucaristica il parroco di Sant’Antonino, don Giuseppe Basini ha ringraziato il Vescovo, i vicari episcopali, le autorità civili e militari, chi ha collaborato alla realizzazione delle manifestazioni antoniniane ricordando in modo particolare il supporto dell’amministrazione comunale, insieme al settimanale diocesano Il Nuovo Giornale, il Servizio multimedia per la pastorale e Telelibertà che hanno permesso di trasmettere in diretta la messa, gli amici che hanno consentito di realizzare l’iniziativa “Il profumo della solidarietà” a sostegno di famiglie in difficoltà economiche, l’ordine degli avvocati di Piacenza che, in memoria dell’avv. Massimo Burgazzi, ha realizzato una sottoscrizione di cui il generoso contributo è stato destinato, per volontà della famiglia, al restauro conservativo di alcune tele presenti in basilica. Non sono mancati poi i ringraziamenti per chi ha animato la liturgia e tutti coloro che hanno lavorato per il buon fine della giornata dedicata al Santo Patrono.

Il sindaco Barbieri: "nell'Antonino d'oro l'autentica solidarietà"

Il premio Antonino d’oro 2020, giunto alla 35° edizione, sponsorizzato e patrocinato dalla famiglia Piasinteina, è stato assegnato alla Città e Provincia di Piacenza ed è stato ritirato, rappresentando simbolicamente tutti i piacentini, da Patrizia Barbieri, sindaco di Piacenza e presidente della Provincia. Barbieri, visibilmente commossa, ha ricevuto, dalle mani del Vescovo, il premio ringraziando i cittadini di tutto il territorio piacentino.

“L’Antonino d’Oro accolto nelle mie mani - ha affermato il Sindaco - a nome dell’intera comunità piacentina è da sempre simbolo nella tradizione, nella storia territoriale, dell’identità e dei principi in cui la comunità crede e si riconosce, ma diventa nelle circostanze attuali un segno di incoraggiamento e di speranza per il futuro”. La prima cittadina ha voluto avere idealmente, accanto a sé, tutte le persone che hanno lottato contro il terribile virus, soprattutto della realtà sanitaria locale, manifestando grande dedizione e spirito di sacrificio.

“Ci viene consegnato - ha aggiunto Patrizia Barbieri - non solo un’attestazione di stima, ma una responsabilità che ciascuno di noi è chiamato ad onorare e rispettare come un dovere morale”. È questa la base per la ripartenza - secondo il sindaco - nella consapevolezza delle cose essenziali e importanti che sono state messe in evidenza nel momento tragico della pandemia. “Oggi ci vien chiesto di ritrovare, nell’Antonino d’Oro, - ha concluso Barbieri - quel senso di autentica solidarietà che non possiamo dimenticare né disperdere, perché è ciò che ci accomuna nel guardare avanti”.

Riccardo Tonna

Nella foto di Carlo Pagani, il vescovo Gianni Ambrosio con il sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri.

Pubblicato il 4 luglio 2020

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