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Educatori di Strada, una ricerca sulla percezione della pandemia

PiazzeVuote

Il 70% lamenta aumento dello stress. Il 30%, come effetto, disturbi del sonno. “E non è una percentuale bassa”: Matteo Dall’Asta è il sociologo dell’équipe degli Educatori di Strada che ha analizzato le risposte dei piacentini alla ricerca sociale sulla situazione da Covid-19 nella nostra città promossa dall’Associazione Oratori Piacentini.

Il questionario, somministrato nei mesi di aprile e maggio, permette di far luce, attraverso le risposte delle 672 persone che hanno aderito, sulla percezione della pandemia e sul vissuto del mondo adulto – la maggior parte è nella fascia 41-60 anni –f durante la quarantena. È una percezione in gran parte al femminile, perché il 79% del campione è rappresentato da donne, che si dimostrano – anche in questo caso, come per altre ricerche analoghe – più sensibili alla compilazione del questionario. Il 51% del campione è sposato, il 65,2% lavoratore dipendente (il 39% nel settore privato). La ricerca ha coinvolto solo persone di nazionalità italiana, benché aperta a tutti (tali sono il 99,3% dei compilanti). Il 61,9% vive in città, il 33,3% in provincia (si aggiunge una piccola quota di persone che risiedono in province limitrofe).

Ansia e disturbi del sonno
Se gran parte dei partecipanti alla ricerca, l’85,3%, ha ritenuto adeguate le misure introdotte per contrastare il contagio, un fattore da non sottovalutare è la segnalazione di un diffuso stress. Il sociologo Dall’Asta evidenzia lo sforzo di dover riorganizzare la gestione familiare, dovuto al cambiamento della quotidianità, fattore segnalato dal 76,4% del campione. La maggior presenza femminile probabilmente incide su queste percentuali. Quanto al vissuto, sono di nuovo le donne a rimarcare l’aumento di ansia o sintomi correlati: il 72,1% delle intervistate si è detta stressata dall’emergenza (contro il 57,8% del campione maschile); il 38% ha sperimentato disturbi del sonno (tra gli uomini, indicati solo dal 19,2%); il pensiero per il futuro tocca il 72,9% delle donne interpellate, contro il 67,3% degli uomini.

Le ricadute sul "sistema famiglia"

Il “sistema familiare” è stato colpito dalla situazione di emergenza. Lo stravolgimento della routine ha portato a una “clausura” forzata, genitori e figli, insieme, hanno dovuto condividere in modo nuovo spazi e tempi. Un dato fa riflettere. “Il 49,7% degli intervistati ha dichiarato che le tensioni in famiglia sono aumentate (tra questi, il 52,4% sono donne e il 40% uomini) e il 42% ha segnalato l’effetto diretto della pandemia sui figli”, sottolinea Dall’Asta. Anche il lavoro resta un tema sentito – 2 su 5 dei compilanti hanno lavorato in smart working – specie in prospettiva futura. Un interpellato su 2 ritiene infatti che la perdita del lavoro sarà uno dei problemi principali da affrontare nel post-pandemia.

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La solitudine
Tra i problemi riscontrati non ci sono soltanto quelli relativi alla salute fisica. Il 75,1% degli intervistati pensa che la solitudine sia stata una dimensione chiave da affrontare, il 27,7% ritiene che le persone abbiamo dovuto problemi relazionali e il 21,6% individua nei problemi scolastici una delle principali difficoltà.
E sul fronte della resilienza? Come siamo riusciti ad affrontare questa situazione inedita? Il campione interpellato nel 55% dei casi è riuscito a tenere i contatti con gli amici grazie alla tecnologia. Il 60,9% si è buttato sui lavori domestici, il 52,8% sulla cucina, il 47,6% ha occupato il tempo guardando film e serie tv, mentre il 43% ha scelto la lettura.

Resilienza

Ci sono anche effetti ritenuti positivi di una situazione difficile: il 24,1% ha dichiarato di aver trovato il tempo per fare cose che rimandava sempre, il 14,7% di aver trovato tempo per sé e il 16,7% di aver ritrovato la vicinanza di persone care.

“La gran parte dei partecipanti – evidenzia Dall’Asta – percepisce incertezza verso il futuro. Tuttavia, 2 adulti su 3 guardano al futuro con moderato ottimismo. Infatti, si pensa che a seguito di questa situazione vi saranno, rispetto a prima, una maggiore responsabilità individuale, una maggiore solidarietà tra le persone e una maggiore attenzione alle relazioni”.

Una previsione che la cronaca estiva non sempre purtroppo ha confermato.

Barbara Sartori

Pubblicato il 26 agosto 2020.

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