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«La Sindone è il segno dell'amore del Signore»

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La Sindone è segno dell’amore del Signore che ci invita a perdonare di cuore sapendo che lui farà giustizia. Questa cosa - ha sottolineato il parroco della Santissima Trinità, don Giuseppe Tosca - l’ho imparata sulla mia pelle, l’ho vissuta in una occasione particolare, quando, nel 2007, ho avuto la scorta armata delle forze dell’ordine per 10 giorni”.
È questo l’episodio raccontato dal sacerdote nel corso della della liturgia di presentazione alla comunità parrocchiale della reliquia della Santa Sindone, domenica 13 settembre. “In quella situazione - ha continuato - molto preoccupante, soprattutto per il bene delle persone a me affidate, ho sperimentato che il perdono, il non reagire con azioni legali che avrei potuto fare, ha fatto si che il Signore, con il tempo, ha provveduto e ha risolto lui la questione. Anzi - ha aggiunto - la parrocchia che servivo è cresciuta moltissimo spiritualmente e anche economicamente, nel senso che siamo riusciti a realizzare opere per 4 milioni di euro, senza avere soldi. Quindi veramente “Dio vede e provvede”, e nei dodici anni che sono passati, nessuno mi ha tolto un capello e nessuno ha fatto del male alla parrocchia”. Tanti sono i crimini, tante le sofferenze nell’umanità, ma - secondo don Tosca - prima o poi arriva una giustizia seria e vera che viene da Dio.

La grande forza del perdono
La reliquia della Sindone è quindi una testimonianza visibile di quanto sia costato a Dio il perdono che ci ha donato e questo, se si crede e si sperimenta la misericordia di Dio, guarisce il cuore dell’uomo.

“C’è stato un periodo - ha puntualizzato don Giuseppe - in cui davanti alle vittime di violenza o ai loro familiari i giornalisti chiedevano: “Avete perdonato?”. Come se perdonare fosse un atto banale, ma in proporzione alla ferita ricevuta il perdono esige del tempo, una maturazione, un cammino, un percorso…”. Inoltre - per il sacerdote - il perdono raggiunge il suo obiettivo solo quando viene accolto dalla persona che riconosce il male compiuto e si pente veramente.
La celebrazione nella chiesa della Santissima Trinità ha voluto esprimere la riconoscenza a Dio per il dono della preziosa reliquia della Sacra Sindone donata dalla santa Sede e certificata dal cardinale Dalla Porta nel 1839, che consiste in un filo di lino sindonico della lunghezza di circa un centimetro. La sindone è l’unica silenziosa testimone della risurrezione di Gesù Cristo e rappresenta tuttora un enorme enigma per la scienza. Per i credenti gli indizi che si tratti davvero del lino che ha avvolto il corpo di Cristo, deposto nel sepolcro, sono talmente numerosi e scientificamente certi che non si può non considerare questo velo come la più preziosa reliquia di Nostro Signore. “La presenza di questa reliquia nella nostra parrocchia - ha evidenziato nella preghiera don Tosca - ci ottenga dal Signore la grazia di essere sempre più conformati a Cristo perché partecipando alle sue sofferenze sulla terra possiamo condividerne la sua gloria in cielo”.

La reliquia della sindone alla SS.trinità FotoDELPAPA

fedeli alla SS.trinità per la presenazione della reliquia della sindone (foto DEL PAPA )

Nelle foto di Mauro Del Papa alcuni momenti della presentazione della reliquia della Sindone alla SS.Trinità.

La mostra fino al 4 ottobre
La mostra “L’uomo della Sindone”, aperta il 12 settembre nell’Oratorio N.S. della Trinità, continuerà fino al 4 ottobre: al pomeriggio, dal lunedì a venerdì, dalle 18 alle 20  e il sabato e la domenica, dalle 9 alle 12 e dalle 15  alle 20.

Riccardo Tonna

Pubblicato il 14 settembre 2020

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