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«Gli auguro di non perdere il senso dell'umorismo»

 mons. michele tomasi, a sinistra e mons. adriano cevolotto


Il vescovo di Treviso mons. Michele Tomasi intervistato da PiacenzadiocesiTv


Anche mons. Michele Tomasi, vescovo di Treviso dall’ottobre 2019, ha voluto presentare il nuovo vescovo Adriano Cevolotto nell’intervista di PiacenzadiocesiTv a cura della giornalista Barbara Tondini. I due si conoscono da un anno, ma mons. Tomasi ha già individuato le caratteristiche che permetteranno al nostro futuro pastore di guidare la Chiesa piacentina: un buon prete, con una buona capacità di parlare con le persone e di appassionarsi agli ultimi; che ha un rapporto semplice con tutti e che ama la sua terra, e proprio in virtù di quest’amore è disposto a lasciarla per la chiamata a un compito più grande.


A tu per tu con la pandemia
Mons. Tomasi si è trovato in terra veneta ad affrontare la pandemia da Covid-19 pochi mesi dopo essere stato nominato vescovo, e questo ha contribuito da subito a dare una forte impronta al suo ministero: le difficoltà gli hanno insegnato che il Signore c’è, e aiuta, e gli hanno dimostrato la vicinanza del popolo della sua diocesi. Appena arrivato si è sentito accolto come a casa, e ha capito che l’inclusione in un territorio nuovo è il vero senso del ministero del vescovo, successore degli apostoli che trova nella comunità la sua nuova famiglia. Molte sono state le persone che lo hanno aiutato a capirlo, fra le quali il suo vicario generale, mons. Adriano. Nelle parole di mons. Tomasi la Chiesa è un popolo, che si muove insieme per incontrare Cristo risorto e vivo, nella storia e nel tempo. Per questo sono importanti le strutture che sorreggono la Chiesa, e permettono a un popolo numeroso di camminare insieme. Quello a cui dobbiamo puntare sono allora relazioni buone, vivibili, e valide per tutti.

Il coraggio di cambiare
Proprio i tempi difficili che stiamo vivendo ci spingono poi ad ascoltarci gli uni gli altri. Secondo mons. Tomasi è necessario un ascolto vero, che ci faccia cambiare da ciò che siamo: se cerchiamo di portare avanti tutto quello che è stato finora come è sempre stato, rischiamo di rimanere sordi, e di non essere nemmeno in grado di mettere in pratica il Vangelo.
È ancora la pandemia da Covid-19, nelle sue parole, che ci ha insegnato a riscoprire il valore che abbiamo gli uni per gli altri: un’umanità che collettivamente si credeva invincibile e immune da qualsiasi male si è ritrovata faccia a faccia con la morte e la propria precarietà. Abbiamo capito che il nostro tempo è prezioso, e non possiamo buttarlo in cose futili. È necessario allora che creiamo spazi e tempi in cui le persone sentano che sono amate tutte e indistintamente, e questo è possibile solo attraverso un ascolto e un’accoglienza autentiche.

Lavorare con il sorriso
A don Adriano mons. Tomasi augura vivamente di essere accolto a Piacenza come lui lo è stato a Treviso, trovando buoni collaboratori e una Chiesa viva, e di continuare a incontrare il Signore presente. Fra tutte le qualità che ha potuto osservare in lui, gli augura di non perdere il senso dell’umorismo: appena arrivato a Treviso mons. Tomasi è stato subito confortato dal suo vicario che non disprezzava qualche battuta e sapeva come affrontare la vita sorridendo, caratteristica che ha mantenuto anche nei momenti più difficili.

Alberto Gabbiani

Pubblicato il 10 agosto 2020

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