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L‘importanza delle relazioni umane ai tempi del Covid

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“Ho incontrato una persona che ha vissuto grandi fatiche e sofferenze, ma non ho potuto abbracciarla”. Così mons. Adriano Cevolotto, vescovo della diocesi di Piacenza-Bobbio, ha sottolineato il tempo che stiamo vivendo, segnato dalla limitazione dei contatti. L’incontro, coordinato dalla giornalista Barbara Tondini, sul tema dell’importanza delle relazioni umane al tempo del Covid, inserito negli eventi di “Natale ad Arte”, proposti dalla diocesi piacentina, si è svolto il 28 dicembre e trasmesso online sulla pagina Facebook del “Complesso Monumentale Cattedrale di Piacenza”.
“Abbiamo un bisogno estremo di relazione - ha proseguito il Vescovo - ed anche la mancanza di simboli e gestualità, nelle celebrazioni liturgiche, di questo periodo, è stata molto sentita”.

Altro protagonista della serata online, Gianmario Gazzi, Presidente Consiglio Nazionale Ordine Assistenti Sociali e della A.P.S.P. Cesare Benedetti di Mori (TN), ha approfondito il dialogo sul sostegno e la continuità delle relazioni umane e solidali nelle comunità ai tempi della pandemia.

Gazzi: isolamento, protezione, fiducia, comprensione e umanità, le cinque parole chiave

“L’isolamento è stato l’unico modo - ha affermato il Presidente della A.P.S.P. Cesare Benedetti di Mori (TN) - per proteggere gli anziani delle RSA. Però non bastava, c’era bisogno di fiducia e comprensione. Così siamo riusciti a mantenere la nostra struttura Covid free. L’altra parola è umanità che tutti gli operatori sanitari sono hanno manifestato cercando anche nuovi modi di relazioni”. “Abbiamo parlato molto di quello che non ha funzionato nelle RSA - ha proseguito Gazzi - e troppo poco di chi era fuori e non aveva nulla, senza dimora, di chi era nella fragilità, di famiglie in disagio, di chi non ha più avuto assistenza domiciliare… Le relazioni umane hanno pagato un costo altissimo. Per il Presidente degli Assistenti Sociali siamo usciti da un periodo in cui le spese per il Welfare sono state ridotte e il non avere investito su questo ci ha fatto comprendere come le cure sanitarie, le sicurezze sociali e la possibilità di istruirsi sono le strutture importanti e fondamentali per le relazioni umane.

Il Vescovo: ogni comunità cristiana si rinnovi nelle relazioni

“Circa un anno fa ho partecipato a degli incontri - ha spiegato mons. Adriano Cevolotto - sul tema del mondo digitale da cui è emersa l’affermazione che il virtuale è reale. Ma se è reale, è anche umano?”. Questo interrogativo del Vescovo ha aperto la strada al tema della socialità della rete che si è sviluppata ancora di più in questi tempi. Però è fondamentale - per il Presule - che ogni comunità cristiana si rinnovi nella qualità delle relazioni. “Quanto anonimato c’è nelle nostre parrocchie?” Si è domandato mons. Cevolotto. “In questo periodo di Covid - ha proseguito - abbiamo avuto diversi volontari, nelle assemblee liturgiche, che aiutavano le persone a igienizzare le mani, ad accompagnare ai posti. Perché non avere sempre queste figure di accoglienza che, con un sorriso, un gesto, un saluto, ricevono chi entra in chiesa”. La relazione - per il Vescovo - non è solo necessaria, ma è capace di promuovere delle comunità significative.

La parola aiuto

La salute non è l’assenza di malattia - ha affermato Gianmario Gazzi - , ma uno stato di benessere psicologico e sociale anche legato ai diritti delle persone. “Quale società vogliamo? Dove siamo diretti?” Si è interrogato il presidente degli assistenti sociali. “Siamo considerati sempre più - ha aggiunto - individui prestazionali. Le foto perfette delle persone nei Social, ci fanno comprendere che il modello è quello legato all’immagine, e questo lo abbiamo portato nella vita cercando di accumulare come se non ci fosse un domani. Da questa pandemia dobbiamo imparare ad investire su ciò che spinge a fare relazioni e rimettere al centro le persone non l’immagine. Da tutto ciò, inoltre, deve nascere il nuovo paradigma di società che è la parola aiuto: una solidarietà verso tutti, ma anche la possibilità di dare il diritto di chiedere aiuto”.

La vita ha dei limiti

“Dobbiamo ripartire anche dalla parola limitazione”. È l’ulteriore riflessione di mons. Cevolotto che ha sottolineato come si è immersi nelle limitazioni, ma è una condizione del nostro essere. Il fatto di limitare l’agire, il volere, le pretese è - per il Vescovo - il punto di partenza fondamentale, per cui anche il bambino si rende conto che la vita ha dei limiti.
“Siamo poi - ha aggiunto - destinati alla fine, alla morte biologica e la pandemia ci ha fatto intuire che la medicina non può tutto. La soluzione non è solo il vaccino, potremo superare questa emergenza sanitaria, non avremo più questo disagio, ma non sarà la salvezza, altrimenti ritorneremo ai soliti nostri deliri di onnipotenza”.

R.T.

Ascolta l'audio   

Pubblicato il 29 dicembre 2020

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