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«Mi è stato affidato un dono prezioso»

ordinazione episcopale Adriano Cevolotto

Il vescovo mons. Adriano Cevolotto al termine della celebrazione nel Tempio di San Nicolò benedice il popolo.

“Ora devi fidarti ancora di più del Signore, allontanarti ancora di più dalla riva, gettare i tuoi limiti, le tue paure, le tue capacità, i tuoi talenti là sulla barca, accanto a Lui. Sei chiamato a portare a tutti l’annuncio di cui il mondo ha estremo bisogno: Cristo, il crocifisso, è risorto e  vive nella storia, nelle nostre case, sulle nostre strade, nelle pieghe delle esistenze più fragili come nei grandi sogni di bene che nonostante tutto oggi continuano a prendere forma”.

Il dono dell'ascolto e il compito dell'annuncio: è la "consegna" al nuovo vescovo di Piacenza-Bobbio mons. Adriano Cevolotto che gli viene fatta, nell'omelia della messa di ordinazione episcopale, prendendo spunto dal motto "Prendi il largo" - e dal Vangelo di Luca proclamato nella liturgia - dal vescovo di Treviso mons. Michele Tomasi. Una celebrazione ricca di segni e di gesti, quella che si è appena conclusa nel Tempio di San Nicolò di Treviso, aperta dal saluto del vescovo emerito Gianfranco Agostino Gardin - che volle mons. Cevolotto come suo vicario generale - proseguita con la lettura della lettera di nomina di papa Francesco da parte il cancelliere della nostra diocesi don Mario Poggi e culminata con l'imposizione delle mani dei vescovi concelebranti sul capo di mons. Cevolotto. Ma anche una celebrazione densa di emozione e partecipazione, alla presenza dei tanti sacerdoti, amici ed ex parrocchiani della diocesi trevigiana oltre che dei sacerdoti e dei pellegrini da Piacenza. 

ordinazione episcopale Adriano Cevolotto

Mons. Adriano Cevolotto fa l'ingresso nel Tempio di San Nicolò accompagnato dal vicario generale mons. Luigi Chiesa e dal cancelliere vescovile don Mario Poggi.

I Vescovi presenti

Quindici i Vescovi presenti, dal Triveneto e dall'Emilia-Romagna: oltre al vescovo di Treviso Tomasi, gli emeriti Gianfranco Agostino Gardin e Paolo Magnani, Andrea Bruno  Mazzocato (Udine), Corrado Pizziolo (Vittorio Veneto), Alberto Bottari De Castello, Renato Marangoni (Belluno - Feltre), Lauro Tisi (Trento), Erio Castellucci (Modena-Nonantola), Gianni Ambrosio (amministratore apostolico di Piacenza-Bobbio), Giovanni Mosciatti (Imola), Livio Corazza (Forlì-Bertinoro), l'arcivescovo di Bologna cardinal Matteo Zuppi e mons. Piero Marini, originario di Valverde nella nostra diocesi, presidente del Pontificio Comitato per i congressi eucaristici internazionali e già maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie (1987-2007).

ordinazione episcopale adriano cevolotto

Un momento della celebrazione per l'ordinazione del nuovo vescovo mons. Adriano Cevolotto.


L'unzione, l'anello, il Vangelo, il pastorale e la mitria

Con a fianco mons. Gianni Ambrosio e l'arcivescovo Erio Castellucci, il vescovo Tomasi - che ha presieduto la celebrazione - ha unto con il sacro crisma il capo di mons. Cevolotto - "effonda su di te la sua mistica unzione e con l’abbondanza della sua benedizione dia fecondità al tuo ministero" - e ha posto su di lui il libro aperto del Vangelo, con l'invito ad annunciare "la Parola di Dio con grandezza d’animo e dottrina". Gli ha quindi consegnato l'anello, simbolo nuziale del legame che ora lo unisce alla Chiesa di Piacenza-Bobbio, la mitria, la cui altezza sta ad indicare l'impegno ad una condotta di vita alta ed esemplare, e il pastorale, che richiama la figura di Gesù Buon Pastore. Quello utilizzato nella messa di ordinazione è in legno d'ulivo, indice dell’alleanza tra Dio e gli uomini e, nell’iconografia medievale, di concordia; l’unico elemento che lo contraddistingue è il simbolo del Sacro Cuore secondo l’autografo del beato Charles de Foucauld: può essere visto solo da chi lo impugna e richiama l’impegno di condurre i fedeli secondo il cuore di Gesù.

«Ora il Signore ti chiama ad allontanarti ancora di più dalla riva»

Il simbolo del Sacro Cuore come era solito disegnarlo il beato de Foucauld torna anche nello stemma di mons. Cevolotto, accanto alla colomba col ramoscello d'ulivo richiamo al monaco San Colombano e il gonfalone di San Liberale, patrono della diocesi di Treviso, dove affondano le radici della vocazione di mons. Cevolotto. Anche per questo "distacco" che oggi viene chiesto al nuovo vescovo Cevolotto, mons. Tomasi ha ricordato nell'omelia come per Pietro l'incontro con Gesù abbia segnato una svolta radicale, che gli ha fatto mettere da parte il passato per cominciare - sulla sua Parola - una storia nuova. "La tua storia con Gesù non inizia adesso - ha riconosciuto rivolgendosi a mons. Cevolotto -. Ha preso le mosse in famiglia, in parrocchia, in seminario, nei vari incarichi in diocesi, sempre impegnativi e di responsabilità. A volte anche tu, come Pietro, hai dovuto allontanarti dalla riva, ricominciare da capo. Hai imparato a riconoscere il Signore come maestro in questa Chiesa di Treviso, qui hai incontrato tante persone che ti hanno aiutato a scoprire il suono della Parola che ti viene rivolta. Ora il Signore ti chiede un nuovo cambio di rotta".

ambrosio gianni impone mani vescovo Cevolotto

Mons. Gianni Ambrosio, amministratore apostolico della diocesi di Piacenza-Bobbio, impone le mani sul capo del nuovo vescovo mons. Adriano Cevolotto.

«La grazia del Signore si è sbizzarrita per plasmarmi»

"Mi è stato affidato un dono prezioso, che fa tremare i polsi. Ma il ministero di un Vescovo vive della presenza fedele dello  Spirito Santo, che saprà sostenermi nel custodire questo dono": il saluto di mons. Cevolotto ha chiuso la celebrazione, con una serie di ringraziamenti alle persone che hanno segnato la sua storia.

"Nei giorni di ritiro dalla Piccola Famiglia dell'Annunziata - ha esordito - è emerso il grande debito che ho accumulato nella mia vita, debito di amore e di fede, due parole che racchiudono una molteplicità di volti, di relazioni, di esperienze condivise, di gioia e di sofferenza. La grazia del Signore si è sbizzarrita per plasmarmi". Il Vescovo ha ringraziato la famiglia - mamma Carla e papà Gino, scomparso nel 2004, "ma che sono sicuro è qui, magari nel coro a dare una mano" -, la comunità di Roncade "dove sono stato iniziato alla vita e ai legami necessari, alla fede celebrata, vissuta e testimoniata, qui è risuonata per la prima volta la chiamata a seguire Gesù". Mons. Cevolotto ha citato il Seminario, vissuto nelle sue varie comunità: "qui respiro ancora oggi l'appello vocazionale della vita, che si rinnova continuamente, altrimenti che vita sarebbe se non ci fosse qualcuno che ti chiama?". Il grazie è andato poi alle parrocchie che hanno accolto mons. Cevolotto, a iniziare da Castelfranco Veneto, e alla diocesi di Treviso, dove ha ricoperto tanti incarichi, da segretario del vescovo Paolo Magnani da giovane sacerdote a vicario generale. Il grazie è proseguito citando le Discepole del Vangelo e le comunità religiose con cui mons. Cevolotto ha lavorato in questi anni, ai missionari fidei donum, a mons. Ambrosio e mons. Castellucci che ha voluto come Vescovi co-concelebranti. Infine, il pensiero va alla Chiesa di Piacenza-Bobbio: "voi mi ricordate - ha detto rivolgendosi alla delegazione piacentina - che i motivi di ringraziamento non valgono solo per il passato".

Pubblicato il 26 settembre 2020

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