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«Dona te stesso con generosità alla tua nuova Chiesa»

ordinazione episcopale Adriano Cevolotto

Lo ha scelto come proprio vicario generale nel 2014 e lo ha avuto come stretto collaboratore per cinque anni, quando ha lasciato la diocesi di Treviso per raggiunti limiti d'età: è toccato a mons. Gianfranco Agostino Gardin, vescovo emerito, introdurre questa mattina la celebrazione con l'ordinazione episcopale di mons. Adriano Cevolotto. Una richiesta arrivata dallo stesso mons. Cevolotto. "Ho accettato di offrire questo piccolissimo servizio - ha esordito mons. Gardin - anche per esprimergli la mia gratitudine per il suo ministero in questa Chiesa trevigiana e, in particolare, per il prezioso aiuto diretto al mio ministero".

ordinazione episcopale Adriano Cevolotto

Il vescovo emerito di Treviso mons. Gianfranco Agostino Gardin, sull'altare, introduce la celebrazione di ordinazione episcopale del suo ex vicario generale. mons. Adriano Cevolotto.

«Farsi servo»

Il Vescovo emerito ha messo in guardia dal considerare il rito - complesso e ricco di gesti e simboli - come una sorta di investitura di un monarca d'altri tempi o come l'apice di una carriera. "Nessuna «glorificazione» o esaltazione della persona dell’ordinato - ha precisato -. L’unico ad essere glorificato, è solo «Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo», che viene «glorificato - così verrà detto - anche in coloro che ha scelto». Glorificato Lui, non loro".
La parola ministero, infatti, indica nell'etimologia un servizio, ovvero "il farsi servo di una Chiesa e dei fratelli e sorelle che la compongono", un ministero dunque "da compiere sempre sotto la guida, il giudizio, la verifica del Vangelo".
"È vero - ha aggiunto mons. Gardin - quanto ha detto don Adriano il giorno della sua nomina: diventare vescovo non è un premio. Significa, piuttosto, essere più intensamente associato al dono totale di sé proprio di Gesù". In questa donazione totale sta anche il distacco dalla sua terra natale: "senza dimenticare e anzi valorizzando ciò che qui hai ricevuto e vissuto, dona ora te stesso con generosità piena alla tua nuova Chiesa, quella di Piacenza-Bobbio, alla quale sarai legato con un profondo vincolo sacramentale. Anche lì troverai ricchezza di fede e di amore, che ti aiuterà ad essere pastore buono e lieto anche nella fatica".

Qui il testo completo del saluto introduttivo di monsignor Gardin.

Pubblicato il 26 settembre 2020

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