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Carlo Acutis, un modello per l'uso delle nuove tecnologie

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Oggi Carlo e san Francesco "insieme, nel santuario della Spogliazione, si fanno educatori dei giovani, proponendo Gesù come segreto della vita". Mons. Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, saluta così la traslazione, il 6 aprile, del corpo di Carlo Acutis nel santuario della Spogliazione di Assisi (qui il programma).
Il ragazzo, morto a 15 anni per una leucemia fulminante, è stato dichiarato venerabile il 5 luglio 2018 e viene indicato da papa Francesco come modello per i
giovani nell'utilizzo della comunicazione digitale: "Egli sapeva molto bene che questi meccanismi della comunicazione, della pubblicità e delle reti sociali possono essere utilizzati per farci diventare soggetti addormentati, dipendenti dal consumo e dalle novità che possiamo comprare, ossessionati dal tempo libero, chiusi nella negatività. Lui però ha saputo usare le nuove tecniche di comunicazione per trasmettere il Vangelo, per comunicare valori e bellezza. Non è caduto nella trappola" (Christus vivit, 105).
Carlo "vedeva che molti giovani, pur sembrando diversi, in realtà finiscono per essere uguali agli altri, correndo dietro a ciò che i potenti impongono loro attraverso i meccanismi del consumo e dello stordimento. In tal modo, non lasciano sbocciare i doni che il Signore ha dato loro, non offrono a questo mondo quelle capacità così personali e uniche che Dio ha seminato in ognuno. Così, diceva Carlo, succede che «tutti nascono come originali, ma molti muoiono come fotocopie». Non lasciare che ti succeda questo" (Christus vivit, 106).

“Essere sempre unito a Gesù, ecco il mio programma di vita. Sono contento di morire perché ho vissuto la mia vita senza sciupare neanche un minuto di essa in cose che non piacciono a Dio”. Queste alcune delle frasi più note di Carlo Acutis. Sul ragazzo e san Francesco mons. Domenico Sorrentino ha scritto il libro “Originali non fotocopie, Carlo Acutis e Francesco d’Assisi”.

Il corpo di Carlo viene traslato al santuario della Spogliazione perché questo luogo, spiega mons. Sorrentino, "è legato al gesto del giovane Francesco che si spogliò di tutto fino alla nudità per esprimere il suo amore a Cristo e mettersi al servizio ai poveri. Mi è sembrato che la presenza delle spoglie mortali di Carlo in questo santuario potesse essere di grande incoraggiamento ai giovani. Li aiuta a porsi l’interrogativo sul senso della vita e ad affrontare coraggiosamente il problema della vocazione".

San Francesco e Carlo Acutis "sono certamente uniti dall'amore per l'Eucaristia - spiega il Vescovo di Assisi - Francesco si estasiava di fronte al mistero del Figlio di Dio che ogni giorno, com’egli diceva, scende dal suo «trono regale» sui nostri poveri altari. Il giovane Carlo faceva di tutto per non mancare alla messa e all’adorazione quotidiana. Ideò una mostra sui «miracoli eucaristici». Diceva dell’Eucaristia che era la sua «autostrada per il cielo»".
"Altro elemento che li accomuna - prosegue - è l’amore per i poveri: se Francesco di Assisi li mise al centro del suo cuore, Carlo Acutis, per quanto possibile alla sua età, non si limitò a fare delle elemosine, ma considerò i poveri dei veri amici. Al suo funerale se ne presentarono tanti e la stessa mamma se ne meravigliò.
Carlo li aveva amati e serviti senza metterlo in mostra. Un amore sincero, discreto, operoso, come dev’essere l’amore secondo il Vangelo".

"Se non sai fare come Francesco, almeno fa’ come Carlo!", esorta mons. Sorrentino nel suo libro "Originali non fotocopie". "Carlo - spiega in un'intervista all'agenzia Sir - imboccò la strada di una santità del quotidiano, vivendo come un normalissimo giovane del nostro tempo, ma con la limpidezza degli occhi e del cuore, mettendo in tutte le cose il sapore del Vangelo".
"L’originalità di Carlo è nella sua stessa santità - spiega il Vescovo -. Il suo è un modo semplice, feriale, di fare il bene. Egli spiega così che la santità non è fatta di cose straordinarie. Giustamente mette in guardia dal rischio di arrendersi al «così fanno tutti»".

Pubblicato il 4 aprile 2019

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