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Africa Mission, prosegue il progetto per lo sviluppo rurale in Karamoja

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Prosegue nel nord-est dell’Uganda il progetto di Africa Mission-Cooperazione e Sviluppo “Nutrire di cibo e conoscenze le comunità di Napak e Moroto”.
Il progetto, nato grazie al sostegno di AICS (Agenzia Italiana di Cooperazione allo Sviluppo), che finanzia più dell’80% del budget necessario, e alla collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, Medici con l'Africa Cuamm, Informatici senza Frontiere e Azienda Ospedaliera Universitaria Meyer, mira a migliorare le condizioni di vita delle comunità nella regione del Karamoja in Uganda, fornendo loro gli strumenti necessari per creare autonomamente nuove fonti di reddito in campo agricolo-zootecnico.

"Il team di Cooperazione e Sviluppo è stato impegnato in questi mesi in diverse attività - spiega Roberto Persi, casco bianco in servizio con la Ong piacentina, recentemente laureatosi in Food Marketing all’Università Cattolica -. Siamo partiti dalla raccolta di informazioni riguardanti usi, abitudini alimentari, produttive, abitudini igienico-sanitarie e modalità di accesso al cibo dei beneficiari, allo scopo di conoscere meglio la realtà sulla quale si vuole incidere".
Si è poi passati "al VSLA training (Village saving and loan association, schema di risparmio e associazione dei villaggi) - prosegue il dott. Persi -. Si tratta di attività previste dal progetto AICS per ciascuno degli 85 Gruppi Agricoli Comunitari (gac) formati da circa 30 membri ciascuno, di cui il 70% sono madri single capofamiglia, target principale del progetto, nei distretti di Napak e Moroto".
"Il Vsla è un modello di micro-finanza che incentiva e permette alle comunità più vulnerabili di risparmiare denaro, accedere a prestiti e ottenere un'assicurazione in situazioni d'emergenza - spiega -. In tale progetto, promuovendo una cultura del risparmio attraverso la Vsla, gli agricoltori possono stoccare e accumulare i loro prodotti agricoli durante la stagione di raccolta (dove il prezzo medio dei prodotti agricoli tende fortemente a diminuire, visto l'elevato incremento dell'offerta) per poi venderli ad un prezzo più alto durante la bassa stagione, in cui la domanda eccede l'offerta. Il kit Vsla funge quindi da «cuscinetto finanziario» per gli agricoltori, i quali possono ottenere finanziamenti per i loro bisogni urgenti senza dover vendere necessariamente il loro raccolto o richiedere prestiti a terzi, caratterizzati da elevati tassi di interesse».

AMaics1Alla fine dei vari Vsla training, il team effettua un controllo sulla preparazione dei terreni appartenenti ai vari gruppi di agricoltori.
Segue quindi un percorso formativo (Group dynamics training) per aiutare i partecipanti a comprendere l'importanza di appartenere ad un gruppo, aiutandoli nella gestione e risoluzione dei conflitti e nella decisione e riconoscimento dei ruoli all'interno dello stesso.
Una volta preparate le comunità e aver verificato i terreni, avviene - dopo attente verifiche e preparazione della comunità stessa al corretto utilizzo - la distribuzione delle sementi e dei materiali utili.

Le ultime attività svolte sono state la creazione di piccoli vivai per ortaggi e semina (nursery bed establishment) e il trapianto (transplanting), cioè il trasferimento delle piante dal luogo di crescita (semenzai) ad un altro.

«Oltre alle piante orticole, si constata la veloce crescita di piante cerealicole come il mais nei villaggi del distretto di Napak. C'è quindi grande soddisfazione per il lavoro fino a qui svolto, ma non mancano certo le difficoltà come i primi attacchi di insetti alle colture», spiega Pier Giorgio Lappo, responsabile Paese e referente progetti Uganda.
«Al gruppo è stato insegnato come utilizzare in modo appropriato sostanze chimiche per situazioni di emergenza come queste - prosegue Lappo -. La volontà di mr. Akena, facilitatore tecnico del progetto, è comunque quella di evitare il più possibile l'utilizzo di pesticidi chimici, promuovendo una lotta «integrata», cioè quella pratica di difesa delle colture che prevede una drastica riduzione dell'uso di fitofarmaci mettendo in atto diversi accorgimenti quali utilizzo di materiali naturali, buone pratiche agronomiche, ecc.».

Per quanto concerne la componente sanitaria, ad occuparsene è Medici con L’Africa Cuamm, partner del progetto.
Il team di progetto Cuamm è stato impegnato su diversi fronti di intervento con attività sia a livello comunitario sia di supporto al sistema sanitario.
A livello comunitario sono state svolte campagne di sensibilizzazione della popolazione utilizzando diversi metodi:
• Sessioni di sensibilizzazione e formazione dei Community Health Team: in ogni sottocontea è stato organizzato un gruppo composto dai leader amministrativi del governo locale, i leader delle comunità nella zona, i rappresentanti delle scuole, i rappresentanti religiosi e i rappresentanti di altri gruppi comunitari come model farmers, i responsabili dei Village Health Team, e i rappresentanti dei gruppi di Peer mothers. Dopo aver coinvolto questo gruppo in ogni sottocontea, il team ha avviato un programma di formazione e sensibilizzazione basato sulla policy del ministero della sanità ugandese: Infant Young Child Feeding (IYCF). Al momento sono state affrontate due delle 8 tematiche che compongono il programma IYCF, nello specifico il modulo riguardante la nutrizione materna e quello riguardante i metodi adeguati di allattamento.
• Dialoghi comunitari e “focus group discussion”: nonostante nel progetto fossero previsti solo i gruppi di discussione, tra le prime attività il team ha optato per l’organizzazione di dialoghi comunitari: di fronte all’ampia domanda di partecipazione delle comunità coinvolte, si è ritenuto fossero una buona soluzione per avere un bacino di copertura più ampio. In questo modo il team ha potuto raggiungere un’utenza più ampia e soprattutto ha potuto coinvolgere categorie di persone che altrimenti sarebbero state meno toccate dalle attività del progetto, per esempio gli uomini dei villaggi. In un secondo momento, sono stati organizzati anche i gruppi di discussione, in aree selezionate in base al numero di casi di malnutrizione diagnosticati. A questi gruppi hanno partecipato principalmente madri giovani e madri di bambini malnutriti.
• Food demonstrations: in seguito ai gruppi di discussione sono state organizzate sessioni di dimostrazione alimentare, durante le quali il team di nutrizione di Medici con l’Africa Cuamm si è impegnato a costruire una maggiore consapevolezza comunitaria sull’alimentazione, specialmente delle fasce più vulnerabili, utilizzando alimenti di facile reperibilità e accessibilità. Ogni food demonstration ha previsto un momento di discussione con la comunità sull’importanza di una dieta varia ed equilibrata e un momento dimostrativo in cui è stato affrontato in modo pratico il problema di costruire una dieta bilanciata e varia con i pochi alimenti a disposizione nei villaggi. Al termine della food demonstration, il team ha coinvolto la comunità (in particolare le donne in stato di gravidanza e le madri) nella preparazione di un alimento estremamente nutriente (porridge) per i bambini, che potrà costituire la base della loro nutrizione fin dallo svezzamento.

Per contribuire al rafforzamento del sistema sanitario sono state svolte attività di supervisione e supporto presso i 22 centri sanitari coinvolti:
• Nutrition Service Delivery Assessment presso 22 Health Centre: il mese scorso è stato svolto un assessment nelle 22 strutture sanitarie dei distretti di Moroto e di Napak coinvolte nel progetto. L’obiettivo dello strumento, elaborato del Ministero della Sanità ugandese, è quello di fornire informazioni complete ed esaustive sulle condizioni delle strutture sanitarie in merito all’erogazione di servizi nutrizionali. L’assessment comprende valutazioni non solo in merito all’accessibilità e alla capacità di fornire servizi, ma anche in merito alla presenza di strutture comunitarie e di personale qualificato e formato. Questa valutazione da importanti informazioni che servono a tarare gli interventi di supporto successivi.
• VHTs meetings: su base trimestrale, il team Cuamm ha organizzato, presso gli Health Centre coinvolti nel progetto, incontri che prevedono la partecipazione dei Village Health Team. Questi incontri mirano a fornire assistenza alle strutture sanitarie, in particolare per quanto riguarda l’attività di reporting dei VHTs e la loro capacità di gestire i casi di abbandono del programma nutrizionale, implementando un miglior sistema di follow-up. Gli incontri hanno permesso di valutare la diffusione della malnutrizione e il numero nelle comunità.
• Outreach: su base trimestrale, il team organizza missioni di outreach in zone remote dei distretti, in particolare le zone di montagna. Durante queste missioni, svolte in collaborazione con le autorità locali e con personale sanitario esperto degli Health Centre, il team valuta le condizioni igienico-sanitarie delle popolazioni che vivono nelle zone più remote della regione, con difficile accesso a strutture sanitarie e scarso approvvigionamento idrico. Le missioni prevedono una valutazione della situazione nutrizionale delle fasce più vulnerabili della comunità, specialmente i bambini e le donne in stato di gravidanza o in fase di allattamento, e la somministrazione di medicinali e vaccinazioni.

Pubblicato il 15 luglio 2019

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