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A Varese in ricordo di don Vittorione

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Si apre sabato 31 agosto a Varese la commemorazione per ricordare don Vittorio Pastori a 25 anni dalla sua morte. L'iniziativa, la prima di una serie che verrà proposta nelle città italiane che ospitano gruppi di amici di don Vittorione e di Africa Mission, coincide con l'assemblea annuale di Africa Mission-Cooperazione e Sviluppo, l'opera fondata da don Vittorione e mons. Enrico Manfredini.
“Come Movimento - dice il direttore di Africa Mission Carlo Ruspantini - intendiamo dedicare il 2019 alla celebrazione e alla riflessione sul suo servizio e sul suo percorso di Carità, soprattutto per attingere forza dalla sua gioia nel servire, dalla sua fedeltà nell’impegno, dalla volontà di incontrare Cristo nel povero”.

Alle ore 16 di venerdì 30 agosto parte dalla Cattedrale di Piacenza, dopo la benedizione del vescovo mons. Gianni Ambrosio e il saluto del sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri, la fiaccola commemorativa portata dalla “Staffetta dell’amicizia e della solidarietà” organizzata insieme a Pino Spiaggi e al gruppo Ciclopodistico di Borgotrebbia di Piacenza, ai gruppi sportivi Marciatori di Varese e ADS Campus Varese.
La fiaccola verrà ricevuta domenica mattina sul sagrato della basilica di San Vittore a Varese dall'arcivescovo di Milano mons. Mario Depini.

La due giorni verrà aperta sabato 31 agosto, alle 9, dal pellegrinaggio missionario al Sacro Monte, luogo caro al cuore di don Vittorione, accompagnato dal vescovo di Moroto, mons. Damiano Guzzetti.
Alle 15 al cimitero della Rasa di Varese, dove riposa don Vittorione, si terrà un momento commemorativo e di preghiera.

Il centro della celebrazione civile sarà, sempre sabato, alle 18 il Comune di Varese, dove il sindaco Davide Galimberti presiederà la Cerimonia di consegna della Martinella del Broletto (massima benemerenza civica) alla memoria di don Vittorione.

La domenica mattina sul sagrato della basilica di San Vittore, alle 11, viene ricevuta la fiaccola commemorativa portata dalla “Staffetta dell’amicizia e della solidarietà” .
Alle ore 11.30 l'arcivescovo mons. Mario Delpini presiederà la messa nella basilica. Alla celebrazione s
aranno presenti volontari storici di Africa Mission, una rappresentanza dei collaboratori ugandesi appositamente giunti dal Paese africano per l’evento, autorità civili e religiose provenienti dai vari luoghi in cui il Movimento di don Vittorione continua oggi ad operare.

“La celebrazione del 25° della morte di don Vittorione nella sua terra natale è il segno eloquente di come il servizio missionario in favore dei poveri dell'Africa sia ancora oggi un servizio vivo e vivace - spiega Carlo Antonello, presidente di Cooperazione e Sviluppo - il segno della fede che ha illuminato la sua vita e l’ha sospinta a diventare pane per i fratelli più poveri”.

Aggiunge don Maurizio Noberini, presidente di Africa Mission: “Qual è il vero valore di queste celebrazioni? Non è il compimento di un dovere, non è una formalità, ma la realizzazione di tre desideri: quello di ringraziare don Vittorio per quanto continua a fare guidando i nostri passi; quello di riscoprire il suo carisma, senza ridurlo ad un generico assistenzialismo; quello infine di conoscere più a fondo e di far conoscere il suo cuore e la sua opera”.

Sull'edizione de "il Nuovo Giornale" del 29 agosto pubblichiamo la testimonianza di Daniele Vignola, a lungo membro del Comitato direttivo e storico collaboratore di Africa Mission, titolare della tessera numero 2 di socio effettivo dell'associazione (la numero 1 appartiene a mons. Enrico Manfredini).
Don Vittorione, afferma Vignola, "era un uomo fuori dal comune, non soltanto per via della sua mole. Non aveva studiato, perché la famiglia non poteva permetterselo, era però aperto al mondo, pronto a qualsiasi situazione. La sua era una visione pratica e concreta della vita, con un occhio sempre rivolto al Vangelo; per questo si era anche abbozzata la procedura per la beatificazione, anche se è un percorso lungo".
"Ci sono tanti momenti che fanno capire la sua forza e la sua unicità - prosegue nell'intervista -. Si pensi, ad esempio, al percorso che lo portò a diventare sacerdote. Tutto parte dalla sua infanzia: ogni mattina si inginocchiava davanti all’altare della Madonna Addolorata nella basilica di San Vittore a Varese. Qui pregò che se fosse diventato sacerdote, sarebbe stato proprio in quel luogo che avrebbe celebrato la prima messa.
La strada per arrivarci fu lunga e difficile. (...) Nel 1984 la promessa fu compiuta (...). Il giorno dopo l'ordinazione, don Vittorione era a dire la messa davanti all’altare della Madonna Addolorata, chiudendo un cerchio iniziato molti anni prima. E non solo, quello stesso giorno a Nadiket, in Uganda, sgorgò l’acqua dal primo pozzo perforato dalle attrezzature di Cooperazione e Sviluppo, la Onlus del Movimento Africa Mission".

Pubblicato il 29 agosto 2019

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