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La libertà nostra e degli altri

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“La libertà – scriveva don Luigi Sturzo – è come l'aria: si vive nell'aria; se l'aria è viziata, si soffre; se l'aria è insufficiente, si soffoca; se l'aria manca, si muore”.
A questo proposito mi viene in mente un brevissimo racconto di Bruno Ferrero, nel quale si narra di un bambino che chiede alla madre come si faccia a conservare un'amicizia quando la si è trovata. E la mamma, trovandosi su una spiaggia con il figlio, si china a terra prende una manciata di sabbia e la chiude in un pugno, stringendo sempre più forte. Tutta la sabbia in poco tempo scivola via tra le dita e quando la madre apre la mano, il palmo è vuoto. Poi prende un'altra manciata di sabbia ma questa volta, invece di stringerla con forza, lascia aperto il palmo della mano e il bambino vede che la sabbia rimane tutta lì.

Siamo capaci di lasciare liberi?

Il lasciare libere le persone non è essenziale solo per le nostre amicizie, ma per tutte le relazioni significative della nostra vita. Tuttavia quando i nostri sposi, figli, genitori o amici, occupano un posto centrale nel nostro cuore, la paura che possa accadere loro qualcosa di male o che possano allontanarsi da noi, ci può portare a voler esercitare sulle loro vite un controllo di per sé illegittimo.
Un figlio grande che desidera fare un'esperienza di lavoro all'estero; una figlia adulta che decide di frequentare una persona che a noi non piace; un marito o una moglie che vorrebbero risolvere quella situazione famigliare in un modo diverso da come vorremmo noi: come ci comporteremmo in queste situazioni? Ci opporremmo cercando, con le buone o con le cattive, di farli desistere, o saremmo capaci di lasciarli liberi di fare come credono?

L'importanza di avere confini chiari

Lasciare libere le persone che amiamo non è sempre facile. E se ci siamo abituati a scavalcare i confini altrui e a sostituirci agli altri nelle loro decisioni, spesso la colpa non è nemmeno sempre solo nostra: i nostri cari si lamentano giustamente perché ci impicciamo delle cose loro, ma poi sono i primi a pregarci di intervenire nelle loro vite quando si tratta di toglier loro le castagne dal fuoco; a ragione si arrabbiano quando li vorremmo convincere a desistere da un loro progetto personale, ma poi pretendono che ci facciamo carico noi delle conseguenze delle loro scelte.
Sono dinamiche confuse, dove i confini sono sfumati e dove è facile finire per assumersi responsabilità e diritti che non sono nostri.
Spesso ci troviamo a non rispettare la libertà dei nostri cari perché anche noi non abbiamo costruito per noi stessi dei solidi confini. Se ci siamo abituati a dire sempre “sì” alle richieste di tutti e ad esserci sempre per loro, è naturale pensare di avere il diritto di pretendere la stessa cosa anche dagli altri.
Il punto è che la premessa è discutibile: infatti noi abbiamo il diritto, oltre che la responsabilità, di rispondere “no” alle richieste altrui, quando per un qualsiasi motivo riteniamo di non poterle o volerle soddisfare. È importante ascoltare i nostri bisogni, valori e desideri prima di rispondere “sì” o “no” a una richiesta. E questo perché è nel dire i nostri “sì” in libertà, e non per costrizione, che noi abbiamo l'opportunità di amare veramente le persone che abbiamo davanti.

Ciascuno decida per sé

La misura della libertà che permettiamo a noi stessi spesso è la stessa che poi accettiamo per gli altri. Come per l'amore: quello per noi stessi, come dice Gesù, diventa la misura con cui poi siamo capaci di amare gli altri.
Per questo è importante imparare a vivere autenticamente e ad esprimere in libertà quello che noi vogliamo e non vogliamo per noi stessi.
Per la nostra vita è bene che decidiamo noi; per quella degli altri invece no. Non possiamo accampare diritti. Non è nostra, non ci appartiene e quindi non abbiamo voce in capitolo. Ed è anche giusto così, perché alla fine le conseguenze delle decisioni di ciascuno ricadono ancora su di lui.
Se io, per esempio, volessi impedire a mia figlia adulta di frequentare quella persona che a me non piace, non sarei poi io a raccogliere i frutti della mia scelta, ma lei. E allora non sarebbe più giusto che ciascuno decidesse per sé ciò che vuole fare dalla propria vita?

35 - Continua
La prossima tappa sarà online lunedì 2 novembre

amarsi autore L'Autore

Letizia Capezzali è pedagogista. Laureata presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e con una specializzazione in Pedagogia Clinica, lavora da oltre 15 anni in ambito educativo.
A vent'anni fa un'esperienza forte di Dio che le stravolge la vita e la porta ad entrare a far parte della Comunità Magnificat, comunità di alleanza del Rinnovamento nello Spirito presente in tutta Italia e con missioni aperte in diverse parti del mondo.
All'interno della sua comunità è attualmente responsabile della Fraternità di Milano e si occupa di formazione e accompagnamento spirituale.
Collabora al settimanale di Piacenza Il Nuovo Giornale per il quale ha scritto numerosi articoli e un fascicolo della collana I Testimoni della Fede dedicato a Giuseppe Berti.

Pubblicato il 29 ottobre 2020

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Le tappe già pubblicate

1. Un percorso per scoprire come imparare ad amare

2. Una scoperta sorprendente

3. «Non sei abbastanza», una grande bugia

4. «Mio padre è il padrone del mondo»

5. Amàti sempre. Così come siamo

6. Il perdono che guarisce

7. Il nostro Barabba

8. Rumore, rumore, rumore

9. Nella tenda con Gesù

10. Perdonare fa bene

11. Profugo e ricercato a 2 anni

12. Tu sei prezioso

13. I linguaggi dell'amore

14. Lasciarsi perdonare

15. Amàti nelle nostre miserie

16. Trovare il bene anche nelle difficoltà

17. Inutili rivendicazioni

18. Il nostro «condominio»

19. Amare sé per amare gli altri

20. Mettere in sicurezza il cuore

21. Un lavoro paziente

22. Emozioni e sentimenti

23. Osservare i sentimenti

24. "Io mi arrabbio perché io..." 

25. Le nostre "spie" interiori

26. Comunicare i sentimenti

27. I sentimenti "insistenti"

28. Jordan e il perdono 

29. Nella morsa del rimorso 

30. Il diritto di vivere le emozioni

31. Affrontare i sentimenti

32. Pensieri da liquidare

33. Quando i sentimenti cercano di dirci qualcosa

34. Esprimere quello che si è

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