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«Non sei abbastanza», una grande bugia

sentirsi amati

Giovanni ha proprio un caratteraccio! Ogni volta che cerchi di dimostrargli che gli vuoi bene, con i suoi ragionamenti contorti vorrebbe convincerti che in realtà quel favore, quel gesto non lo stai facendo per lui, che se la cava bene anche da solo, ma per te stesso.
Sembra impermeabile all'amore.
Poi da qualche mezza parola qua e là, capisco che fin da piccolo non si è sentito amato un granché. I suoi genitori sembravano preferire i fratelli, più bravi e disciplinati rispetto a lui che sembrava non essere mai abbastanza buono, bravo o intelligente...

L'importanza di sentirsi amati

Lavorando ormai da oltre quindici anni in ambito educativo e avendo accompagnato tanti bambini nel loro percorso di crescita, appare ormai evidente che le persone serene, contente di sé, che riescono a costruire relazioni positive e soddisfacenti con gli altri di solito sono quelle che fin da piccole si sono sentite amate.
La relazione che nostra madre prima, e nostro padre poi, instaurano con noi va a condizionare fortemente l'immagine che in seguito ci formiamo di noi stessi, come di persone più o meno degne di amore.
Se abbiamo vissuto un rapporto stabile, affettuoso e rispettoso con i nostri genitori, che fin dai primi anni di vita ci hanno trasmesso il nostro inestimabile valore, a prescindere dai nostri meriti o meno, è probabile che avremo imparato a trattare noi stessi con la stessa cura e considerazione che loro per primi hanno avuto nei nostri riguardi.
Se invece ciò non fosse accaduto e per diversi motivi non ci fossimo sentiti benvoluti, può succedere che questo rifiuto, percepito e sofferto nei primissimi anni, si rifletta anche da adulti nei pensieri, nelle parole e nelle azioni che rivolgiamo a noi stessi e anche agli altri.


La grande bugia: “Non sei abbastanza”

Questo vuoto d'amore rimane e ci condiziona anche nelle relazioni successive perché il nostro cuore di bambino ingiustamente rifiutato piange, grida e rivendica il suo diritto all'amore sognando che qualcuno finalmente lo soddisfi.
Cerchiamo tutta la vita chi ci convinca del nostro valore e della nostra bellezza e magari lo troviamo anche, ma poi quando ci dice che siamo degni di amore non gli crediamo, come Giovanni: quel “non sei abbastanza” succhiato nel latte materno continua a scorrerci nelle vene come un veleno.
E quando anche tutti ci lodassero per il nostro valore, ecco in fondo al cuore una voce: “Se tutti questi che ti lodano conoscessero chi sei veramente, ti amerebbero ancora?”.

Anche Gesù ha vissuto il rifiuto e la paura, e non era ancora nemmeno nato: Giuseppe voleva allontanare Maria incinta e la giovane ragazza madre rischiava la lapidazione.
Ha vissuto il rifiuto anche il giorno in cui è nato: non c'era posto per lui, si legge nel Vangelo.
Per questo la sua storia ci dà speranza e ci assicura che le nostre ferite del cuore possono guarire e il nostro bambino interiore trovare finalmente l'amore.

3 - Continua
La prossima tappa sarà online giovedì 9 luglio

amarsi autore L'Autore

Letizia Capezzali è pedagogista. Laureata presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e con una specializzazione in Pedagogia Clinica, lavora da oltre 15 anni in ambito educativo.
A vent'anni fa un'esperienza forte di Dio che le stravolge la vita e la porta ad entrare a far parte della Comunità Magnificat, comunità di alleanza del Rinnovamento nello Spirito presente in tutta Italia e con missioni aperte in diverse parti del mondo.
All'interno della sua comunità è attualmente responsabile della Fraternità di Milano e si occupa di formazione e accompagnamento spirituale.
Collabora al settimanale di Piacenza Il Nuovo Giornale per il quale ha scritto numerosi articoli e un fascicolo della collana I Testimoni della Fede dedicato a Giuseppe Berti.

Pubblicato il 6 luglio 2020

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Le tappe già pubblicate

1. Un percorso per scoprire come imparare ad amare

2. Una scoperta sorprendente

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