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Il perdono che guarisce

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Uno studio del 2017 pubblicato sul Journal of Personality and Social Psicology ci svela che in media ognuno di noi terrebbe ben custoditi e nascosti 13 segreti, di cui 5 mai raccontati a nessuno.
Michael Slepian, docente di psicologia alla Columbia University di New York e principale autore dello studio, rivela in un'intervista a Repubblica che “la cosa più dannosa per il benessere non è nascondere i segreti, ma conviverci. Infatti i segreti ci tormentano anche quando siamo da soli, perché emergono spontaneamente tra i nostri pensieri, togliendoci concentrazione”.

I segreti fanno male alla salute

Tradimenti, bugie, infedeltà, segreti inconfessabili continuano a farci male perché non riusciamo a sbarazzarcene facilmente: il nostro pensiero torna e ritorna lì.
E secondo la scienza questo farebbe aumentare nel sangue i livelli di cortisolo, l'ormone dello stress, arrivando talvolta a disturbare pure il sonno.
Anche Gesù, che di cortisolo non parla, ci diceva già duemila anni fa che il peccato, che purtroppo, nessuno escluso, commettiamo tutti, fa male e che bisogna portarlo alla luce per non restarne schiacciati; per liberarcene una volta per tutte abbiamo bisogno di assumercene la responsabilità, decidere di prenderne le distanze e lasciarci perdonare.

Il prof. Slepian, parlando delle possibili soluzioni che potremmo trovare per alleggerire la coscienza e impedire ai rimorsi o alla vergogna di tormentarci, afferma: "Confessare i segreti a qualcuno può aiutarci a non esserne ossessionati, anche se ovviamente è cruciale la scelta del "confessore" giusto".
Probabilmente non era quello a cui si riferiva il professore della Columbia University, ma il sacramento della Riconciliazione, patrimonio della Chiesa Cattolica da millenni, nella sostanza è proprio questo: portando le nostre azioni cattive alla luce, nella verità di Dio, diamo un nome ben preciso al male che abbiamo commesso, che a quel punto non può più nascondersi, come un cancro, tra le pieghe del nostro cuore. Ce ne prendiamo la responsabilità davanti a Dio e al contempo ne prendiamo le distanze dichiarando di non volerlo commettere più.
Ed ecco che nell'accogliere il perdono incondizionato di Dio, inizia la nostra guarigione.

Adultero a 8 anni

A questo proposito, padre Matt Linn, gesuita e psicologo, racconta di un'esperienza vissuta a 8 anni durante una confessione sacramentale:
“Avevo molti peccati da confessare: non aveva portato fuori la spazzatura, non avevo lavato i piatti al mio turno, c’erano tante cose che mia madre mi aveva chiesto di fare ed io non avevo fatto bene. Io cercavo di trovare un nome per tutti questi peccati, qualcosa che esprimesse la disobbedienza ai genitori.
Pensa e ripensa la parola che mi sembrava giusta era “adulterio”, in quanto credevo significasse disobbedire agli adulti. Le suore non ci spiegavano mai cosa fosse l’adulterio: ci dicevano solo che era un peccato brutto brutto che faceva diventare l'anima nera nera. Così io mi trovavo in terza elementare ed avevo già commesso adulterio!

Quando arrivò la domenica, pianificai la mia strategia mentre facevo la fila davanti al confessionale.
Il piano consisteva nel fare una “confessione sandwich”: cioè di dire due piccoli peccati a voce alta e sperare che il prete non sentisse il grosso peccato che io infilavo in mezzo, in un sussurro. Così quando arrivò il mio turno io dissi: Padre mi benedica perché ho peccato, sono passate tre settimane dalla mia ultima confessione, e da allora i miei peccati sono stati i seguenti: ho saltato la mia preghiera del mattino tre volte, ho commesso cinque volte adulterio, ho litigato tre volte con mio fratello.

Ci fu una lunga pausa e capii che era andata buca.
Il prete mi chiese: “Quanti anni hai?”.
Io risposi: “Faccio la terza”.
Lui mi rispose: “È proprio come pensavo... Io non credo che tu abbia commesso adulterio, ma se tu lo hai fatto, voglio che tu sappia che Gesù ti ama tanto e ti perdona”.
Io sentii tutta una nuova libertà entrare in me: io avevo messo quello che credevo il peggiore peccato nelle mani del Signore e Lui mi aveva perdonato!
Questa confessione in terza elementare mi portò la più grande guarigione della mia vita”
.

6 - Continua
La prossima tappa sarà online lunedì 20 luglio

amarsi autore L'Autore

Letizia Capezzali è pedagogista. Laureata presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e con una specializzazione in Pedagogia Clinica, lavora da oltre 15 anni in ambito educativo.
A vent'anni fa un'esperienza forte di Dio che le stravolge la vita e la porta ad entrare a far parte della Comunità Magnificat, comunità di alleanza del Rinnovamento nello Spirito presente in tutta Italia e con missioni aperte in diverse parti del mondo.
All'interno della sua comunità è attualmente responsabile della Fraternità di Milano e si occupa di formazione e accompagnamento spirituale.
Collabora al settimanale di Piacenza Il Nuovo Giornale per il quale ha scritto numerosi articoli e un fascicolo della collana I Testimoni della Fede dedicato a Giuseppe Berti.

Pubblicato il 16 luglio 2020

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Le tappe già pubblicate

1. Un percorso per scoprire come imparare ad amare

2. Una scoperta sorprendente

3. «Non sei abbastanza», una grande bugia

4. «Mio padre è il padrone del mondo»

5. Amàti sempre. Così come siamo

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