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Trovare il bene anche nelle difficoltà

pecorso amarsi tappa 16

Nella spiritualità cristiana c'è un'esperienza capace letteralmente di togliere macigni dal cuore: si tratta della preghiera di lode e ringraziamento.
È qualcosa di molto semplice e pratico che si può fare ovunque e in ogni momento.
Si tratta di guardare al nostro oggi e di ringraziare il Signore per tutto quello che di buono abbiamo ricevuto, lodandolo per la sua bontà e la sua cura per noi.
È un'esperienza che ti fa sentire profondamente amato e ricco, perché in ogni vita, per quanto difficile possa essere, è sempre possibile riconoscere dei piccoli o grandi motivi per cui ringraziare Dio.

Ringraziare Dio per tutto

Gesù nel Vangelo dice che quello che cerchi alla fine tu lo trovi: il bene come il male. Dipende sempre da cosa hai deciso di cercare. Nella nostra giornata c'è di tutto, troveremo entrambi. Si tratta di capire su cosa ci vogliamo soffermare.
Uno studio di Emmons e McCullough pubblicato nel 2003 sul Journal of Personality and Social Psychology evidenzia una correlazione tra gratitudine e felicità. La ricerca, intitolata “Contare le benedizioni o i pesi: un'indagine sperimentale sulla gratitudine e il benessere soggettivo nella vita quotidiana”, dimostra che focalizzarsi in maniera consapevole sulle “benedizioni” presenti nella nostra vita può avere ricadute positive sul nostro stato emotivo e sulle nostre relazioni interpersonali.
Nessuna novità perché Dio, che ama il suo popolo, lo invitava già nell'Antico Testamento ad essere grato verso di Lui, a lodarlo per la sua bontà e fedeltà, e a fare memoria delle innumerevoli volte in cui Egli era intervenuto per salvare i suoi figli.
Nel Nuovo Testamento, lo scandalo della croce porta la gratitudine e la lode decisamente a un altro livello: infatti tutti ringraziano per il bene e si lamentano per il male; la scienza ti dice che è meglio focalizzarti sul bene, distogliendo l'attenzione dal male; Gesù va oltre e mostra che tu puoi lodare Dio anche per ciò che nella tua vita sembra andare storto perché in realtà se la tua vita la conduce Lui, usando le parole di San Paolo, “tutto concorre al bene di coloro che amano Dio”.
Anche le cose che non vanno, anche i dolori, perfino la morte quando la consegni nelle mani di Dio può diventare motivo di lode a Lui.
È quello che mi è successo quando si è ammalato mio padre.

Con Gesù non c'è più maledizione

Ricordo gli anni della sua malattia. Sono stati anni duri, dentro e fuori dagli ospedali: operazioni d'urgenza, mesi in terapia intensiva, poche speranze di sopravvivenza. Avevamo chiesto a Gesù di poter vivere questa malattia insieme a Lui: lo pregavamo che la paura e la tristezza non ci impedissero di raccogliere tutto il bene che Lui aveva messo certamente anche in questa situazione così drammatica.
E il Signore ci accompagnò passo passo fino alla fine facendoci sentire tantissime volte la sua vicinanza e la sua cura.
Per raccontarne una tra tante: mio padre venne operato più volte al cuore; in una delle ultime volte i medici si accorsero per caso, durante un'esame, che l'aorta era quasi totalmente staccata dal cuore: il fatto che fosse ancora in vita restava una cosa inspiegabile.
“Lo operiamo d'urgenza domattina”. Possibilità di riuscita dell'intervento: 5%.
Ricordo lo sconforto, la paura, la disperazione. Non ero pronta a perdere mio padre. Eravamo tutti lì intorno al suo letto, occhi e orecchi spalancati come per fare nostri quelli che pensavamo sarebbero stati gli ultimi gesti, le ultime parole, ed ecco che compare Padre Guglielmo, il cappellano dell'ospedale. Non sapeva ancora nulla ma ci disse: “Ho sentito che dovevo venire da voi con Gesù”. E ricevemmo tutti insieme l'Eucarestia: quanto ci siamo sentiti amati! E l'operazione quella volta riuscì.
Ho conosciuto mio padre più in quegli ultimi mesi di malattia che in tutta la vita passata insieme.
In una delle sue ultime notti, quando eravamo lì in ospedale insieme, mi disse: “Vedi, a volte chiamiamo maledizioni quelle che in realtà sono per noi benedizioni. Prendi anche questa malattia: se non mi fossi ammalato non avremmo passato così tanto tempo insieme, non avremmo avuto l'opportunità di conoscerci così bene, e non ci vorremmo così bene come ce ne vogliamo oggi”.

16 - Continua
La prossima tappa sarà online lunedì 24 agosto

amarsi autore L'Autore

Letizia Capezzali è pedagogista. Laureata presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e con una specializzazione in Pedagogia Clinica, lavora da oltre 15 anni in ambito educativo.
A vent'anni fa un'esperienza forte di Dio che le stravolge la vita e la porta ad entrare a far parte della Comunità Magnificat, comunità di alleanza del Rinnovamento nello Spirito presente in tutta Italia e con missioni aperte in diverse parti del mondo.
All'interno della sua comunità è attualmente responsabile della Fraternità di Milano e si occupa di formazione e accompagnamento spirituale.
Collabora al settimanale di Piacenza Il Nuovo Giornale per il quale ha scritto numerosi articoli e un fascicolo della collana I Testimoni della Fede dedicato a Giuseppe Berti.

Pubblicato il 20 agosto 2020

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Le tappe già pubblicate

1. Un percorso per scoprire come imparare ad amare

2. Una scoperta sorprendente

3. «Non sei abbastanza», una grande bugia

4. «Mio padre è il padrone del mondo»

5. Amàti sempre. Così come siamo

6. Il perdono che guarisce

7. Il nostro Barabba

8. Rumore, rumore, rumore

9. Nella tenda con Gesù

10. Perdonare fa bene

11. Profugo e ricercato a 2 anni

12. Tu sei prezioso

13. I linguaggi dell'amore

14. Lasciarsi perdonare

15. Amàti nelle nostre miserie

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