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Amare sé per amare gli altri

Amarsi 19

Quando vedo Paola, la trovo letteralmente consumata. I suoi 70 anni ora li dimostra tutti, anzi gliene darei qualcuno in più, e questo non è proprio da lei.
L'avevo incontrata qualche mese fa mentre con la sua solita giovialità ed energia stava cucinando per tutti alla festa patronale della sua parrocchia.
Oggi non la riconosco più.
Ci fermiamo a chiacchierare e mi racconta che la figlia da un po' di tempo sta attraversando un brutto periodo col marito e sul lavoro: “Sono cose che capitano – mi dice – se non fosse che nelle nostre telefonate quotidiane ha iniziato a vomitarmi addosso tutto e a prendersela con me per qualsiasi cosa: non posso quasi nemmeno parlare perché se solo provo a dirle qualcosa mi aggredisce dicendomene di tutti i colori. So che è arrabbiata e la capisco, ma ho addosso un'angoscia!”.

Le chiedo se ha mai considerato il fatto di interrompere la telefonata quando la figlia inizia ad aggredirla.
Mi guarda scandalizzata: “Non posso voltarle le spalle: è mia figlia, come faccio?”.

Amare sé per amare gli altri

È chiaro che quando prendiamo le distanze di fronte a un comportamento sbagliato, ciò non vuol dire che voltiamo le spalle all'altro.
Si tratta semplicemente di mettere la persona che abbiamo davanti nella condizione di capire ciò che può fare e ciò che non può fare se vuole continuare a relazionarsi con noi. Questo è fondamentale se vogliamo costruire rapporti autentici improntati sul rispetto.

È un modo per farci conoscere e per costruire con le persone dei rapporti equilibrati, nei quali vengono presi in considerazione i bisogni e le necessità di tutti, e non solo di uno.
Gesù, quando parla di come relazionarsi con gli altri, ci dice che bisogna amare il nostro prossimo come noi stessi. L'amore per sé è dunque condizione necessaria per poter amare autenticamente gli altri.
Amare sé vuol dire prendere in considerazione e farsi carico dei propri bisogni e delle proprie necessità perché vengano soddisfatti.
Al di là delle esigenze specifiche che ciascuno può avere e che possono variare da individuo a individuo ci sono dei bisogni che sono comuni a tutti e che vanno garantiti a tutti: il diritto di essere trattati con rispetto e di poter esprimere i propri sentimenti, pensieri e desideri; il diritto di dire “no” senza doversi sentire in colpa e il diritto di avere opinioni diverse rispetto agli altri; inoltre tutti quanti noi abbiamo il diritto di proteggerci da qualunque cosa percepiamo come minaccia, sia essa fisica, mentale o emotiva.
Quando di fronte a comportamenti irrispettosi e prevaricanti facciamo finta che vada tutto bene e non ascoltiamo i nostri bisogni, noi perdiamo l'occasione di amare autenticamente sia noi stessi che la persona che abbiamo davanti; avallando le sue mancanze di rispetto, stiamo perdendo l'opportunità di costruire con lei una relazione vera e umana.


Il potere delle conseguenze

E se dopo aver detto alla persona che non ci piace il modo in cui ci sta trattando, lei decidesse di continuare a comportarsi nello stesso modo?
È evidente che noi non abbiamo il potere di cambiare nessuno, né possiamo costringere alcuno a fare ciò che non vuole; tuttavia è vero anche il contrario: nessuno può costringerci a stare in una situazione che non vogliamo.
Per un sano amore verso noi stessi possiamo andarcene in ogni momento, possiamo interrompere la comunicazione quando non ci piace come veniamo trattati.
È quello che potrebbe fare anche Paola, avvisando la figlia che qualora il suo comportamento dovesse diventare irrispettoso, lei si sentirebbe tranquillamente in diritto di interrompere la loro conversazione. A quel punto la figlia avrebbe l'opportunità di scegliere, liberamente, se continuare a tenere un atteggiamento aggressivo, privandosi della presenza della madre, oppure iniziare a trattare Paola con rispetto, e in questo caso, poter godere della sua vicinanza.
La presenza o assenza della madre è la conseguenza di un comportamento libero della figlia. Le conseguenze sono importanti perché delimitano i nostri confini personali e fanno comprendere alle persone la serietà delle loro trasgressioni nei nostri confronti e la serietà del rispetto e dell'amore che noi abbiamo per noi stessi.

19 - Continua
La prossima tappa sarà online giovedì 3 settembre

amarsi autore L'Autore

Letizia Capezzali è pedagogista. Laureata presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e con una specializzazione in Pedagogia Clinica, lavora da oltre 15 anni in ambito educativo.
A vent'anni fa un'esperienza forte di Dio che le stravolge la vita e la porta ad entrare a far parte della Comunità Magnificat, comunità di alleanza del Rinnovamento nello Spirito presente in tutta Italia e con missioni aperte in diverse parti del mondo.
All'interno della sua comunità è attualmente responsabile della Fraternità di Milano e si occupa di formazione e accompagnamento spirituale.
Collabora al settimanale di Piacenza Il Nuovo Giornale per il quale ha scritto numerosi articoli e un fascicolo della collana I Testimoni della Fede dedicato a Giuseppe Berti.

Pubblicato il 30 agosto 2020

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Le tappe già pubblicate

1. Un percorso per scoprire come imparare ad amare

2. Una scoperta sorprendente

3. «Non sei abbastanza», una grande bugia

4. «Mio padre è il padrone del mondo»

5. Amàti sempre. Così come siamo

6. Il perdono che guarisce

7. Il nostro Barabba

8. Rumore, rumore, rumore

9. Nella tenda con Gesù

10. Perdonare fa bene

11. Profugo e ricercato a 2 anni

12. Tu sei prezioso

13. I linguaggi dell'amore

14. Lasciarsi perdonare

15. Amàti nelle nostre miserie

16. Trovare il bene anche nelle difficoltà

17. Inutili rivendicazioni

18. Il nostro «condominio»

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