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Affrontare i sentimenti

Amarsi31
Da adolescenti era diventata ormai un'abitudine per noi ragazzi fare la festa dei 18 anni nel salone grande della parrocchia. Venivano invitati sempre tutti, tranne un gruppetto di ragazzi scapestrati che al tempo bazzicavano l'oratorio. Non erano cattivi, ma avendo situazioni difficili alle spalle, venivano guardati con sospetto dai ragazzi “perbene” della parrocchia.
Inoltre ad ogni festa, pur non essendo stati invitati, si presentavano immancabilmente creando scompiglio e combinandone sempre qualcuna delle loro: una volta avevano addirittura fatto sparire tutti i regali del festeggiato...
Quando venne il momento di organizzare la sua festa di compleanno, Chiara decise di invitarli. Che senso aveva lasciarli fuori quando tanto si sarebbero presentati comunque?
Ero con lei quando con un bel sorriso andò da loro e disse: “Sabato festeggerò i miei 18 anni, venite?”. Ricordo la faccia di quei ragazzi: incredulità all'inizio, ma poi vedendo che la mia amica era seria, ne furono a dir poco entusiasti.
Arrivarono alla festa e le fecero calorosamente gli auguri, ballarono e scherzarono con tutti, finché alla fine se ne andarono tranquilli come erano arrivati.

Aprire i nostri cassetti nascosti

I nostri sentimenti spiacevoli sono un po' come questi ragazzi. Più li scacci e più essi cercano prepotentemente di attirare la tua attenzione. Quando decidi invece di avvicinarti un pochino di più a loro, ti rendi conto che la loro intensità inizia a diminuire, così come la paura che hai di loro.
A volte il pensiero di fermarci ad ascoltarli però ci terrorizza.
Per tanto tempo sono stata convinta che se avessi aperto il cassetto in cui avevo chiuso il mio dolore quando era morta una persona a me carissima, non avrei più smesso di piangere. Mi dicevo che non ce l'avrei fatta a reggere una sofferenza così grande. Mi dicevo che ne sarei rimasta schiacciata. Per questo ogni volta che quel sentimento cercava di salire in superficie, magari guardando la scena di un film che mi riportava alla mente il ricordo di quella perdita, ero prontissima a ricacciare il pianto in gola e a distrarmi focalizzandomi su qualcos'altro. Ma più mi rifiutavo di aprire quel cassetto e più la paura di affrontare quel sentimento diventava grande.
Magari anche tu hai chiuso in un cassetto qualche sentimento che ti spaventa affrontare.
Il solo modo per diventare capaci di gestire i nostri sentimenti è affrontarli, da soli o magari anche facendoci aiutare da uno specialista.
Più ti abitui a guardare i tuoi sentimenti, a stare con loro e a lasciarli vivere in te e più è facile che, facendo così, la loro intensità diminuisca, così come la tua paura nei loro confronti.

Vivere i sentimenti insieme a Gesù

Quando decisi di iniziare a dare voce a tutti i sentimenti che si affacciavano alla mia coscienza, da credente, mi resi conto che le scene del vangelo erano il luogo perfetto per farlo.
Ci sono dei sentimenti che abbiamo paura di affrontare da soli, ma Gesù, che si è incarnato, li ha vissuti prima di noi e può accompagnarci.
Fu così che iniziai a cercare nel vangelo gli episodi in cui Gesù stava vivendo i miei stessi sentimenti e in preghiera iniziai a entrare in quelle scene per ascoltarli insieme a Lui.
Il giorno che mi decisi ad aprire il cassetto dove avevo chiuso a chiave il dolore per il mio lutto, immaginai di trovarmi davanti alla tomba di Lazzaro, l'amico di Gesù (Gv 11,17-44). In quella tomba però non c'era Lazzaro, ma la persona che amavo io e che avevo perso.
Gesù era lì accanto a me, stava provando dolore per questa perdita, e mi invitava a vivere la mia sofferenza insieme a Lui.
Per la prima volta, insieme a Gesù iniziai a lasciare affiorare tutta la tristezza che quel lutto mi aveva lasciato. Sentii il dolore stringermi il cuore fino a salire su su come un nodo alla gola. Le lacrime iniziarono a sgorgare a fiumi.
Lasciai che quel sentimento mi attraversasse completamente. Non gli opposi resistenza mentre Gesù era lì e piangeva insieme a me. Fu una profonda esperienza di Dio e al contempo di guarigione.
Per la prima volta dopo tanto tempo avevo lasciato parlare la tristezza, e sorprendentemente, più la ascoltavo e più sentivo scendere nel mio cuore una grande pace.

31 - Continua
La prossima tappa sarà online lunedì 19 ottobre

amarsi autore L'Autore

Letizia Capezzali è pedagogista. Laureata presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e con una specializzazione in Pedagogia Clinica, lavora da oltre 15 anni in ambito educativo.
A vent'anni fa un'esperienza forte di Dio che le stravolge la vita e la porta ad entrare a far parte della Comunità Magnificat, comunità di alleanza del Rinnovamento nello Spirito presente in tutta Italia e con missioni aperte in diverse parti del mondo.
All'interno della sua comunità è attualmente responsabile della Fraternità di Milano e si occupa di formazione e accompagnamento spirituale.
Collabora al settimanale di Piacenza Il Nuovo Giornale per il quale ha scritto numerosi articoli e un fascicolo della collana I Testimoni della Fede dedicato a Giuseppe Berti.

Pubblicato il 15 ottobre 2020

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Le tappe già pubblicate

1. Un percorso per scoprire come imparare ad amare

2. Una scoperta sorprendente

3. «Non sei abbastanza», una grande bugia

4. «Mio padre è il padrone del mondo»

5. Amàti sempre. Così come siamo

6. Il perdono che guarisce

7. Il nostro Barabba

8. Rumore, rumore, rumore

9. Nella tenda con Gesù

10. Perdonare fa bene

11. Profugo e ricercato a 2 anni

12. Tu sei prezioso

13. I linguaggi dell'amore

14. Lasciarsi perdonare

15. Amàti nelle nostre miserie

16. Trovare il bene anche nelle difficoltà

17. Inutili rivendicazioni

18. Il nostro «condominio»

19. Amare sé per amare gli altri

20. Mettere in sicurezza il cuore

21. Un lavoro paziente

22. Emozioni e sentimenti

23. Osservare i sentimenti

24. "Io mi arrabbio perché io..." 

25. Le nostre "spie" interiori

26. Comunicare i sentimenti

27. I sentimenti "insistenti"

28. Jordan e il perdono 

29. Nella morsa del rimorso 

30. Il diritto di vivere le emozioni

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