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I segni di risurrezione in un quadro tenebroso

 lazzaro

Dalla cappella del Palazzo vescovile, anche in questa V domenica di Quaresima, sono giunte le immagini in diretta streaming sul sito della diocesi e sul canale di Telelibertà, della celebrazione eucaristica di mons. Gianni Ambrosio, vescovo di Piacenza-Bobbio.
“Siamo distanti, ma vicini - ha esordito il Vescovo - siamo in comunione grazie allo Spirito Santo, grazie all’amicizia e uniti anche nella sofferenza e nel dolore, come Gesù che piange per la morte dell’amico Lazzaro”. Il Vangelo della liturgia ha presentato l’episodio della risurrezione di Lazzaro. Mons. Ambrosio ha ricordato come i lutti, il dolore, lo smarrimento di questi giorni, sono proprio come il “deserto” biblico, che fa sperimentare la fragilità dell’esistenza.
“In comunione con papa Francesco - ha aggiunto il presule - tutta la Chiesa ha vissuto venerdì 27 marzo, un momento commovente di preghiera. Siamo rimasti colpiti da quella piazza vuota dalla quale il Pontefice ha parlato al nostro cuore, ricordandoci che fitte tenebre si sono addensate sulle nostre città, un silenzio assordante e un vuoto desolante ci ha resi impauriti e smarriti”. Però tutto questo, secondo il Vescovo, ci ha portato a vivere maggiormente la condivisione, la carità e l’amore perché il Signore sa volgere al bene anche le cose brutte.
“La risurrezione di Lazzaro - ha commentato mons. Ambrosio - è un segno che anticipa la Pasqua di Cristo. Dinanzi alla tomba di Lazzaro c’è il pianto di molti che soffrono, ma anche sul volto di Gesù scorrono le lacrime”.
Dinanzi poi alle affermazioni delle sorelle di Lazzaro, Marta e Maria: “Se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto”, Cristo risponde invitando a credere in Lui che è la risurrezione e la vita.
“L’amore fa passare dalla morte alla vita - ha continuato il Presule - ed anche se il cammino è segnato dall’oscurità, ci sono evidenti segni di carità come la dedizione dei medici, degli infermieri, di tutti gli operatori sanitari, dei volontari. Sono espressioni di speranza in una vita nuova”.
Il Vescovo ha poi sottolineato come, in questi giorni di pandemia, i gesti di cura, di attenzione, per chi soffre, per gli anziani, le telefonate per non lasciare nessuno nella solitudine, sono segni di un amore che non si spegne. Anche l’esperienza di tre giorni di esercizi spirituali, realizzata da più di cento giovani della diocesi, accompagnati dallo staff della Pastorale giovanile, è stata, per il Vescovo, un momento significativo che ha ravvivato il desiderio di Dio nel loro cuore. Sono tutte manifestazioni di risurrezione che aiutano ad impostare la rotta della vita verso Dio e verso i fratelli.
Al termine, prima della benedizione conclusiva, il Vescovo ha pronunciato la supplica alla Beata Vergine di Campagna che è diventata la preghiera che unisce tutti i fedeli piacentini.

Pubblicato il 29 marzo 2020

Riccardo Tonna

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