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«Il virus ci insegna il senso di comunità»

Il commento dello scout piacentino Giovanni Mistraletti, incaricato regionale del Settore Competenze dell’AGESCI Emilia-Romagna

scoutmistra

Il più grande punto di forza di uno scout sta nel saper affrontare ogni situazione con un sorriso, consapevole e coraggioso, ci confida Giovanni Mistraletti, e ci tiene a sottolineare: “Essere scout significa non perdere le speranze, anche grazie al fatto che siamo abituati ad adattarci, a trovare ciò che c’è di buono nella realtà e nelle altre persone”.
Soprattutto in questo momento destabilizzante, dunque, lo spirito non va abbandonato e, anzi, uno scout deve più che mai sentire forte i suoi valori: “L’incertezza va affrontata con ottimismo e sincerità; non si può negare che siamo dentro una tragedia sconosciuta per tutti, imprevedibile e drammatica. - dice Giovanni, che sa bene di cosa sta parlando perché di lavoro fa il medico rianimatore -. Tutti abbiamo delle persone care che sono malate, o sono morte a causa di questa pandemia. Non perdere la speranza è un dono della fede, e noi siamo scout cattolici. Trovare la forza di reagire, non sentirsi soli, sentirsi responsabili del benessere degli altri, sono doni che nascono e crescono grazie a buone abitudini, per esempio scoprendo e valorizzando la dimensione comunitaria, di servizio reciproco.”

Ci sono valori dello scoutismo, riflette Giovanni, che in questo particolare momento storico possono rivelarsi un vero aiuto: “Per esempio la strada - dice - che significa non sentirsi arrivati, sentirsi ospiti, con il senso della gratitudine per ogni momento che ci è donato; oppure la disponibilità e la creatività con cui ogni scout ha imparato a dare un calcio alle prime due lettere della parola impossibile; o ancora il senso di appartenenza ad una comunità che permette di non sentirsi soli, di sentirsi supportati e accolti, anche nel momento difficile del dolore o della paura”.
La fiducia, il sorriso, la perseveranza di mettere coraggiosamente un piede davanti all’altro, di affrontare la paura con coraggio, la lealtà, la cortesia, la collaborazione internazionale... tutti i valori descritti nella legge scout non devono quindi venire meno, ora.
Anzi, devono essere il motore di questo tempo: questi sono ideali scelti da più di 50 milioni di giovani in tutto il mondo!

Forse proprio ora, più che mai, possiamo prendere coscienza della necessità di prendere le distanze da un tipo di mentalità che, come ci ricorda Giovanni, uno scout rifiuta da sempre: quella utilitaristica e soggettiva, di diffidenza e preconcetto rispetto agli altri... purtroppo molto diffusa nella società di oggi, in cui ognuno guarda solo al proprio interesse.
Questo virus ci sta insegnando – a caro prezzo – il senso della comunità: nessuno può farcela da solo. Il nostro benessere, la sicurezza della nostra società dipende anche e soprattutto dal comportamento degli altri. E un domani, quando questa epidemia sarà finita, potremo finalmente dare la giusta importanza ai “beni comuni”: la salute, la famiglia, il rispetto della natura, la diffusione della verità, la cortesia e la correttezza nei rapporti umani.

Pubblicato il 25 marzo 2020

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