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A Carpaneto il «presepe pasquale »

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Come tutte le parrocchie della diocesi anche la comunità di Carpaneto Piacentino sta mettendo in campo energie e iniziative per far sentire uniti i fedeli in questo tempo di corona virus.
“Con i bambini del catechismo - afferma don Roberto Ponzini, vicario parrocchiale -, stiamo lavorando e, grazie al gruppo catechisti, manteniamo dei buoni contatti. Abbiamo proposto il “presepe” pasquale, cioè un lavoretto da fare a casa per rappresentare la passione del Signore”.
Don Roberto, insieme al parroco don Giuseppe Frazzani, sono contenti di questa iniziativa a cui i bambini hanno risposto inviando disegni, foto e video di quello che hanno realizzato in casa con l’aiuto dei genitori e tutto ciò ha fatto sentire di più la famiglia piccola chiesa domestica.
“Ho iniziato a capire - aggiunge don Roberto - che questo tempo, dopo la paura iniziale, è diventato un periodo di opportunità ed ha stimolato la preghiera personale e la riflessione
sul mistero del Cristo sofferente”.
Per il sacerdote, anche a livello comunitario, si è capito meglio la preghiera di intercessione, ed è aumentato il senso di solidarietà e la comunione spirituale.
“Mi è capitato più volte di celebrare la messa da solo - continua don Roberto - e ho scoperto, in quel momento, la comunione con la chiesa celeste, con i santi, con i martiri con gli angeli e con i defunti”. Nel complesso il sacerdote si è accorto di passare dal disorientamento iniziale ad una prospettiva nuova, un nuovo modo di vedere le cose come quello di Dio. Le celebrazioni in chiesa a Carpaneto vengono trasmesse, attraverso il canale Youtube parrocchiale e tutti i gruppi continuano la loro attività a distanza tramite la rete digitale.

«Io ti chiedo perdono»

“Io ti chiedo perdono” è lo slogan pensato dai sacerdoti e catechisti della parrocchia di Carpaneto, stampato sulle magliette bianche che dovevano essere indossate il giorno della prima Confessione. A parlarne è Angela Maschi (nella foto), 54 anni, catechista che segue il gruppo di terza elementare. Il rito era previsto il 21 marzo ed Angela ha scritto ai bambini su Wattsapp:“Avevamo pensato una bella celebrazione dove vi avremmo consegnato una maglietta bianca con su scritto: io ti chiedo perdono. Cercate di trovare un momento di preghiera con i vostri cari e immaginate di indossarla. Gesù sarà vicinissimo a voi, vi perdonerà e vi abbraccerà…” Insieme al gruppo catechisti, Angela mantiene il contatto con i bambini ed ha iniziato ad inviare dei messaggi di coraggio per per non farli sentire soli.


angela
Insieme al gruppo catechisti, Angela mantiene il contatto con i bambini ed ha iniziato ad inviare dei messaggi di coraggio per per non farli sentire soli. “Un bimbo della classe ha sofferto - aggiunge Angela - la perdita del nonno e si è sentito triste perché diceva che a lui non è andata bene. Ho cercato di incoraggiarlo dicendogli che il nonno ora è con Gesù e lo protegge dall’alto”.
La catechista afferma che è un momento difficile e gli mancano tanto i bambini del catechismo a cui è molto affezionata.
“A volte, in questa situazione, - continua Angela - mi sento parecchio abbattuta. Ho perso un caro amico della mia età, deceduto per corona virus, e mi viene da pensare, come Gesù in croce, che Dio ci ha abbandonato, però si affaccia sempre la luce della Pasqua che fa sperare in tempi migliori”.

Riccardo Tonna

Pubblicato il 19 aprile 2020

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