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Mons. Ambrosio: «abbandoniamoci alla fiducia di Cristo»

 messa19aprile

Mons. Gianni Ambrosio Vescovo di Piacenza-Bobbio, domenica 19 aprile, nella cattedrale deserta, ha rivolto il saluto di Cristo risorto a tutta la comunità diocesana collegata in diretta streaming sul sito della diocesi e sul canale di Telelibertà. La seconda domenica di Pasqua, della Divina Misericordia, voluta da San Giovanni Paolo II, celebra l’amore infinito di Dio nel mistero pasquale.
“Siamo qui - ha commentato il Presule - a lodare e ringraziare Dio con il cuore commosso per la sua bontà infinita”. Mons. Ambrosio ha sottolineato la paura dei discepoli richiusi nel cenacolo per timore dei giudei, ma più ancora la nostra paura interiore, quella del cuore chiuso in se stesso, che non si lascia toccare dalla grazia del perdono.
“Bisogna riconoscere i nostri peccati - ha aggiunto il Vescovo - , segno della nostra incredulità e aprirci alla parola del Risorto che dona la pace come riconciliazione”.
Mons. Ambrosio ha messo in evidenza come Cristo si fa riconoscere attraverso le piaghe del suo corpo, segni della passione e anche Tommaso, incredulo e chiuso nel suo io, si abbandona alla fiducia con le parole: “Mio Signore e mio Dio”.
“Viviamo - ha detto - con il cuore pieno di speranza in mezzo alle oscurità di questi giorni, chiediamo la grazia di riconoscere l’amore di Dio nella nostra storia e preghiamo la Vergine Santa, venerata come Madonna del popolo, in questa cattedrale”.
A Maria, Madonna del popolo,  ha affidato la supplica per la città di Piacenza, per le comunità pastorali e tutte le famiglie
La consacrazione al cuore immacolato di Maria è stato il momento più significativo della liturgia. Il Vescovo ha invocato l’aiuto della Vergine perché asciughi le lacrime in questo momento oscuro, si ricordi dei defunti per cui non è stato possibile pregare insieme, di coloro che si sono prodigati per il bene della salute e sostenga i fratelli sofferenti nelle case di riposo. Alla Madonna del Popolo ha infine affidato la Casa della Carità, una istituzione a servizio dei più deboli, che compie 22 anni.
Alle ore 12 sono suonate tutte le campane della chiese cittadine per sottolineare l’importanza di questa ricorrenza liturgica in cui Cristo risorto, sorgente di misericordia, ravviva la speranza e la fiducia.
Il Vicario Episcopale della città, don Giuseppe Basini ha sottolineato, nell’invito rivolto ai parroci di Piacenza, come il suono delle campane, che accompagna i momenti importanti della nostra vita, vuole essere in questo giorno espressione di gratitudine nei confronti di coloro che oggi rappresentano in modo singolare il volto concreto della Divina Misericordia: medici, infermieri, farmacisti, volontari, personale sanitario e ospedaliero, forze dell’ordine, amministratori della cosa pubblica, sacerdoti, religiosi e religiose e lavoratori che ci garantiscono i beni essenziali per vivere; di solidarietà nei confronti di tutti coloro che stanno soffrendo per la morte di un loro caro, che sono ammalati, ricoverati in ospedale o che si stanno curando nelle loro case, di coloro si trovano in difficoltà economica o che hanno perso il lavoro; di speranza per tutti noi, ora così provati dalla diffusione del coronavirus, ma desiderosi di ricominciare di rinascere a vita nuova.

Riccardo Tonna

Pubblicato il 19 aprile 2020

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