Menu

Mons. Ambrosio: «La preghiera ci fa sentire meno soli»

  vescovo3



“Resta con noi, Signore, perché si fa sera”. È la preghiera semplice, umile, ma decisiva che, mons. Gianni Ambrosio, ha messo al centro della sua riflessione nella terza domenica di Pasqua trasmessa, dalla cattedrale di Piacenza, in diretta streaming sul sito della diocesi e dall’emittente di Telelibertà.
“Le poche volte - ha commentato il presule - che siamo usciti di casa forse abbiamo potuto vedere delle intenzioni di preghiera appese alle finestre”. È la preghiera – per il Vescovo – che sgorga spontaneamente dal cuore della gente e si rivolge a Dio.
“Questa pandemia è ancora molto lunga - ha aggiunto mons. Ambrosio - ancora tanti morti nella nostra realtà piacentina stanno provocando tante sofferenze. La dimensione del pregare - per il presule - è quella che consente alle persone di non sentirsi sole e abbandonate.
“I discepoli di Emmaus - ha continuato il Vescovo - erano tristi, rassegnati al peggio, ritornavano alla vita di sempre, avevano creduto e sperato in Cristo, ma, dopo averlo visto inchiodato sulla croce, si erano abbandonati alla delusione”. Erano - per il presule - concentrati su stessi, sulle loro attese non realizzate, come capita anche all’uomo di oggi di chiudersi in se stesso, di lasciarsi vincere dallo sconforto e anche dalla rabbia.
I discepoli però, poco alla volta, avvertono qualcosa, entrano in una logica nuova che è quella - per mons. Ambrosio - dell’amore di Dio per noi. Nei discepoli di Emmaus si riaccende la luce della speranza, si apre la loro mente e si riscalda il loro il cuore. Riconoscono che Cristo cammina e spezza il pane con loro loro. I discepoli - ha aggiunto il vescovo - riconoscono Gesù e pieni di gioia e stupore, con coraggio, ritornano verso Gerusalemme per testimoniare il Risorto.
“Quella strada di Emmaus - ha concluso mons. Ambrosio - diventi la nostra strada, il nostro cammino di fede. Non scompaiono le difficoltà, le delusioni, le ferite della vita, ma la speranza viva nel Cristo Risorto, il suo pane eucaristico ci daranno la forza e il calore per continuare il nostro cammino”.

Pubblicato il 26 aprile 2020

Ascolta l'audio   

"Il Nuovo Giornale" percepisce i contributi pubblici all’editoria.
"Il Nuovo Giornale", tramite la Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), ha aderito allo IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

Amministrazione trasparente