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«Sto scrivendo il libro sulla mia vita»

 sbutto



Don Giuseppe Sbuttoni e il tempo del coronavirus



“In questo tempo di coronavirus, faccio anche un po’ il falegname, mi dedico al lavoro manuale: riordino il cortile, aggiusto varie cose della chiesa e della canonica, in modo da riempire i tempi vuoti”. A parlare è don Giuseppe Sbuttoni, parroco di Le Mose, Gerbido, Mortizza e Bosco dei Santi alle porte di Piacenza.
“La parrocchia - spiega don Giuseppe - che prima era un via vai di persone, tutti i giorni della settimana, ora è un deserto. Siamo in momento storico che non ho mai vissuto e che spero finisca al più presto. Ogni giorno apro la chiesa e prego da solo. Sulla strada ho esposto Croce di Pasqua per dare un segnale di fede alle poche auto che passano”.
“Tutto questo silenzio – continua – mi fa ripensare alla mia vita, per questo mi sto dedicando a scrivere le memorie per questi miei 45 anni di sacerdozio”.
L’attività caritativa della parrocchia – ci assicura il sacerdote – però non si è mai interrotta. Don Giuseppe riceve aiuti dalla Caritas e da altre organizzazioni e distribuisce viveri alle persone in difficoltà che si rivolgono a lui. “Vado anche – commenta don Sbuttoni - a benedire i defunti nei cimiteri di Sparavera, Roncaglia e Borghetto. Mi spiace molto perché non si può fare il funerale che era un momento di incontro, di socialità, di condivisione e di preghiera dove la gente partecipava in silenzio e raccolta”.
Don Giuseppe ha cercato di trasmettere il messaggio della Risurrezione nei dialoghi con le persone che ha incoraggiato nel momento del dolore.
“Anche se – aggiunge – è molto difficile comunicare con le mascherine sulla faccia e tante volte si rimane in silenzio”.
Questo periodo di pandemia don Sbuttoni lo ha scandito facendo suo il motto benedettino “Ora et Labora” aggiungendo alle attività sacerdotali il lavoro manuale come il Santo falegname di cui porta il suo nome.
Ricordando San Giuseppe, il sacerdote ci congeda sorridendo con una battuta riferita ad un frate che, nella festa liturgica del padre putativo di Gesù, in una parrocchia, dopo aver pranzato e bevuto lautamente, alla funzione del pomeriggio, ha parlato della confessione perché Giuseppe, come falegname, è stato all’origine dei confessionali in legno.
Pubblicato il 26 aprile 2020

Riccardo Tonna

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