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A Vigolzone nasce il gioco delle parole

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“Ogni mattina faccio un video con la riflessione sulla Parola del giorno che invio sui vari gruppi Whatsapp della parrocchia”. Anche a Vigolzone il parroco don Piero Lezoli ha fatto dei passi in avanti a livello tecnologico e si è cimentato nella rete digitale creando video e messaggi per i suoi fedeli.
Le messe festive vengono trasmesse – aggiunge don Piero – in streaming su Youtube e Facebook e i vari gruppi di catechesi continuano a distanza il loro contatto.
“Molti sono stati i decessi – continua don Lezoli – che hanno colpito la comunità e in alcuni casi, per la mancanza dei funerali, ho registrato tramite video quello che avrei detto durante la celebrazione e l’ho inviato ai familiari”.
Sul piano caritativo - commenta il sacerdote - la parrocchia ha allestito, con il gruppo Caritas, un centro raccolta per viveri non deperibili e sono stati realizzati dei banchetti all’aperto, in collaborazione con il comune, dove chi aveva bisogno poteva ritirare liberamente delle borse con gli alimenti.

Il gioco delle parole


Vigolzone Paravisi Francesca

Nelle foto: sopra, Francesca Paravisi; in alto, don Piero Lezoli

“Abbiamo pensato di affidare ad ogni ragazzo della Cresima una parola su cui sviluppare la propria creatività realizzando, tramite il web, uno scritto, un video, una canzone, una lettera, un balletto...” Così ci dice Francesca Paravisi che, insieme a Patrizia e ad Alessandra, segue il gruppo dei cresimandi. “Quest’anno – aggiunge Francesca - avremmo dovuto avere la cresima il 3 maggio, ma per questi motivi di emergenza sanitaria, l’abbiamo spostata al 18 di ottobre”.
In questo periodo di corona virus le catechiste hanno proposto ai ragazzi il gioco delle parole affidando ad ogni cresimando un termine da approfondire. Parole come figlio, mamma, papà, arcobaleno, doni…. Una parola ogni giorno viene affidato ad un ragazzo che sulla quale elabora un contenuto web per il giorno successivo, viene condiviso e commentato anche da don Piero. “Il lavoro sta proseguendo – continua Francesca – perché i cresimandi sono in 38 e dobbiamo ancora completare il giro delle parole. Stanno emergendo delle riflessioni simpatiche e significative che mai ci saremmo aspettate!”
Paravisi è catechista ormai da diversi anni e seguire i ragazzi la riempie di gioia e si sente parte di un cammino di crescita, dove trasmettere valori, per le nuove generazioni. Francesca, sposata con una figlia, è titolare, con il fratello, di una concessionaria multimarche di automobili e la sua attività si è fermata l’11 marzo per le disposizioni del governo. “È un momento molto difficile – ci dice Paravisi – per i lavoratori autonomi e speriamo di ripartire al più presto”. Rimanendo a casa, in questi giorni, la catechista ha dato molto più tempo alla famiglia riscoprendo il valore delle piccole cose.

Riccardo Tonna

Pubblicato il 26 aprile 2020

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