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«La Chiesa è un popolo, non una realtà chiusa»

celoni


 «Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro». La Chiesa è un popolo, non come qualcosa rinchiuso fra quattro mura”. A parlare è Matteo Celoni, 21 anni, iscritto al terzo anno di ingegneria biomedica al Politecnico di Milano, ed educatore dei ragazzi di I e II superiore nella parrocchia della Santissima Trinità. Anche lui ha letto “Il segno delle chiese vuote” di Tomáš Halík, e ce ne restituisce le sue impressioni: cosa possono dire le considerazioni del teologo a un giovane della sua età? “Non ho mai pensato alla chiesa vuota come un possibile futuro che ci attende - dice Matteo -, anche perché nella mia parrocchia vedo coinvolgimento e partecipazione, sia da parte degli adulti che dei giovani. Devo dire che in me ha fatto più breccia la considerazione che la Chiesa sia costruita sul popolo, sui rapporti fra le persone, mentre spesso la vediamo solo come un insieme di rituali. Questo tempo ce lo sta dimostrando bene, e stiamo soprattutto riscoprendo la dimensione della casa e della famiglia. Abbiamo la dimostrazione che il messaggio che Dio ci manda può essere vissuto in casa come anche in chiesa”.
Matteo fa parte di un gruppo di sei educatori che guidano insieme circa 20 ragazzi. In tempi di quarantena si sono divisi il lavoro seguendo gruppi di 4/5 ragazzi ogni due adulti attraverso videochiamate e incontri a distanza, per affrontare insieme questo tempo e guidare durante la Quaresima.
“I gruppi parrocchiali sono un buon luogo di educazione e di incontro - dice Matteo -, sia per gli adulti che per i ragazzi. Per chi è più giovane, è un’occasione di confronto con qualcuno di più grande: per gli adolescenti è fondamentale avere contatti con un adulto più giovane dei propri genitori, perché è una figura più matura, ma allo stesso tempo più vicina al loro mondo e ai loro problemi, un collegamento tra loro e il mondo degli adulti. Oggi la parrocchia è uno dei pochi luoghi in cui può avvenire questo rapporto educativo in grado di far crescere le persone”.

Nella foto, al centro, Matteo Celoni insieme a un gruppo di giovani della parrcchia piacentina della SS. Trinità.

Alberto Gabbiani

Pubblicato il 10 maggio 2020

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