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Il Secolo del Rame alla Galleria AlberonI

rame


Altro tassello va a comporre il mosaico di iniziative legate a “I misteri della Cattedrale”, la mostra che fino al 7 luglio consentirà ai visitatori di scoprire le meraviglie del Duomo, con la possibilità di salire fino in cima alla Cupola.
E' stato presentato “Il secolo del rame alla Galleria Alberoni – Capolavori su carta da Piranesi a Volpato”, evento che mette in mostra uno straordinario patrimonio di incisioni del diciottesimo secolo, custodito dal Collegio Alberoni e che viene inaugurato il 29 aprile.


L’evento, promosso da Opera Pia e Collegio Alberoni, è stato reso possibile grazie alla collaborazione della Diocesi, dell’Ordine degli Architetti, dell’Istituto Gazzola, dell’Associazione Velolento, dell’Accademia  della Musica di Piacenza nonché dell’Associazione Culturale Il Cavaliere Blu.
A fare gli onori di casa  Giorgio Braghieri, presidente dell’ Opera Pia Alberoni, Padre Erminio Antonello, Superiore del Collegio, Manuel Ferrari, direttore dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesai Piacenza Bobbio, Alessandro Malinverni, curatore della mostra e Bruno Missieri, docente di tecniche d’incisione.
“Le incisioni – ha detto padre Erminio – sono le antesignane delle foto. Queste si fanno per custodire la memoria di ciò che di più caro e bello abbiamo, per impedire che il flusso del tempo porti via tutto.
La fotografia rischia di essere passiva talvolta, mentre nell’incisione l’artista ci mette sempre qualcosa di sé. Mi interessa molto questo aspetto dell’uomo in un’epoca di dimenticanza, gli antichi hanno molto da insegnarci in materia, ci rieducano alla stabilità”.


Un patrimonio da raccontare, e ancora inesplorato, dunque. 
“Dal Codice sessantacinque abbiamo voluto far riemergere cinquanta pezzi straordinari – sottolinea Ferrari -, e per far questo bisogna ringraziare la Chiesa piacentina per il contributo offerto, ha custodito gelosamente queste opere d’arte, riportando in auge così anche il tema del supporto cartaceo come strumento di divulgazione”.


All'inaugurazione del 29  aprile, dalle ore 16.30 nella Sala degli Arazzi Alessandro Malinverni guiderà i visitatori (ingresso gratuito) all’interno dell’allestimento mostrando le bellezze proposte dall’itinerario.
“Il secolo dei lumi, il settecento, è uno dei periodi storici più importanti perché ha traghettato l’uomo nella contemporaneità.
 All’epoca ci fu un un gran proliferarte di pubblicazioni di architettura e arte, c’era una gran fame di conoscenza, una forte apertura verso mondi distanti da quello occidentale”.

A spiegare nel dettaglio la tecnica utilizzata per le opere ci ha pensato Bruno Missieri: “Le incisioni possono essere considerate i media di allora, attraverso esse si divulgava Raffaello fu conosciuto in tutta Europa grazie alle incisioni che diffondevano le sue immagini.
Questa elaborazione non può prescindere dal fatto che questa tecnica rappresenta un pensiero”. 

Pubblicato il 23 aprile  2018

Emanuele Maffi

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