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Strà, il santuario ha ricordato il suo 60° anniversario di costruzione

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Strà ha festeggiato il sessantesimo anno del suo santuario con una messa presieduta dal cardinale Giovanni Battista Re, giunto da Roma su invito di mons. Corbellini, da anni legato alla chiesa della Madre delle Genti e co-celebrante. La messa è stata accompagnata dalla musica e dal canto di un poli-coro che ha riunito per l’occasione le migliori voci della vallata.
Accolto da mons. Mario Dacrema, attuale rettore del santuario, il cardinale Re si è soffermato sull’alto campanile del santuario, che è la prima cosa che chi risale la Val Tidone nota passando per la strada. “La bella torre di questo santuario ci invita a guardare il cielo per trovarvi speranza, luce e sostegno”. Nonostante la giovane età, il santuario di Strà “è stato visitato da innumerevoli persone che, in momenti di difficoltà e dolore, hanno qui trovato luce e forza per superare i momenti bui”.
La Madonna è madre, e come tale ama e perdona sempre. “Maria è la madre di Dio ed è anche la nostra madre, donataci da Gesù stesso sul monte Calvario”. Su di lei possiamo sempre fare affidamento. Il cardinale Re ha formulato due auspici per il futuro del santuario: “spero che saranno numerosi quelli che verranno qui a chiedere perdono, perché come diceva Paolo VI, non si può sapere cos’è la vera gioia nella vita se non si sperimenta la dolcezza del perdono di Dio”. Il cardinale ha molto apprezzato l’atmosfera tranquilla e silenziosa del santuario, che pur essendo così vicino alla strada sembra stare in un mondo a parte, e ha quindi espresso la speranza che “quest’oasi di pace possa essere sempre centro spirituale che ravvivi la fede di molte persone. La frenetica vita moderna ci allontana dalla fede, ma in posti come questo possiamo ritrovarci”.
La messa è stata seguita da una processione lungo le vie del paese, con un lungo corteo di fedeli che è sfilato davanti al vecchio oratorio prima di soffermarsi al monumento che commemora le vittime della guerra. Di fronte al ceppo con i nomi delle vittime civili dell’eccidio nazi-fascista, è stata pronunciata una preghiera alla regina della pace, affinchè si possano finalmente superare le discordie fra i popoli.

Mons. Dacrema ha colto l’occasione per ringraziare nuovamente tutti i benefattori del santuario e per ricordare tutti quelli che hanno lavorato per restaurarlo e mantenerlo in questi anni. Un ringraziamento speciale è andato alla Banca di Piacenza per il suo supporto; all’AVIS i cui membri hanno portato a spalla la statua della Madonna; e le ditte e i volontari che hanno completato i lavori al tetto, alle vetrate istoriate, alle campane.
Sono state distribuite le rose benedette, e come in ogni festa c’è stata occasione per un momento conviviale con un rinfresco nei locali vicini al santuario.

Gabriele Molinelli

Pubblicato il 16 maggio 2018

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