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La Madonna di Guadalupe nella nostra diocesi

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Si avvia alla conclusione il viaggio di Papa Francesco in Messico (oggi, mercoledì 17, è a Ciudad Juarez dove incontra il mondo del lavoro e celebra la messa nell’area fieristica, per poi congedarsi in serata dal popolo messicano).

Tra i momenti salienti di questa visita del Papa in terra americana, la sosta in preghiera nella basilica dedicata alla Vergine di Guadalupe, la cui devozione è viva anche nella nostra diocesi, in particolare a Santo Stefano d’Aveto (a lei è dedicata la chiesa parrocchiale, nella quale è custodita una tela che la ritrae).
Altre immagini della Madonna di Guadalupe in diocesi sono presenti nella chiesa parrocchiale di San Pietro a Ruino e nell’oratorio di San Giorgino a Piacenza.

L’immagine della “Morenita” custodita a Santo Stefano d’Aveto arrivò nel 1806 grazie ad Antonio Rossi, originario di Santo Stefano, che studiava dai Gesuiti a Piacenza. Fu lui a consegnare al parroco l’immagine della che uno dei religiosi della Compagnia di Gesù aveva portato dalle Americhe. Nel giro di pochi anni, i valligiani vi si affezionarono così tanto che venne proclamata patrona della Val d’Aveto.

“La gente di montagna per carattere è riservata e non manifesta in modo plateale la sua devozione, però vedo tanto amore per la Vergine di Guadalupe”, commenta don Ferdinando Cherubin, dal 2006 alla guida della parrocchia di Santo Stefano d’Aveto. Qui iniziano ad arrivare anche alcuni pellegrini da fuori diocesi: “Non grandi folle – afferma don Cherubin -, ma piccoli gruppi da Chiavari, Alessandria, perfino dalla Toscana”.
In tanti telefonano in parrocchia e scrivono, soprattutto persone con familiari ammalati o senza lavoro. Ed è arrivata anche qualche lettera di ringraziamento alla Madonna per il dono della maternità ricevuta per sua intercessione, ci confida don Cherubin.

Leggi il servizio alle pagine 14 e 15 dell’edizione del 12 febbraio 2016

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