Perché non possiamo dirci indifferenti. Due iniziative a Piacenza

Creato2015


“Se il Creato soffre e geme, la responsabilità in qualche modo è nostra... Qualche studioso parla di «antropocene» con l’inizio della Rivoluzione Industriale dell’Ottocento: è l’era geologica che dà all’essere umano una responsabilità determinante rispetto agli equilibri vitali”.
È per un preciso fondamento biblico e teologico che i cristiani non possono dirsi indifferenti alle questioni che riguardano l’ambiente. 
Antonella Visintin è la coordinatrice della Commissione globalizzazione e ambiente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia e componente del gruppo di coordinamento della Rete cristiana europea per l’ambiente (Ecen in sigla). 

Nella serata di venerdì 7 ottobre è a Piacenza al centro “Il Samaritano” alle ore 21 nell’ambito delle iniziative per la Giornata per la salvaguardia del Creato, un’occasione di respiro ecumenico che nasce dalla collaborazione tra la diocesi, la Chiesa evangelica metodista e le Chiese ortodosse presenti nella nostra città. Con lei interviene Marco Boschini, coordinatore dell’Associazione dei Comuni virtuosi.
Domenica 9 alle ore 16 l’appuntamento è invece ai Giardini Margherita per un pomeriggio di festa insieme e per la preghiera ecumenica.

“Il Consiglio ecumenico delle Chiese – fa notare Visintin - è stato antesignano nel parlare di nuovi stili di vita, dall’attenzione ai consumi ai trasporti. Sono stati organizzati convegni internazionali, in ambito cattolico ha lavorato molto bene la Fondazione Lanza, sono nate le reti interdiocesane per i nuovi stili di vita... C’è un movimento, ma non è maggioritario. L’impressione è che, sia in ambito cattolico che protestante, tutto sia lasciato al singolo prete o pastore: i documenti li conoscono, però se non li ritengono importanti non vengono comunicati”.


Leggi l’intervista a pagina 13 dell’edizione di venerdì 7 ottobre 2016.

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