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“La Misericordia, la divina Misericordia, è anzitutto una realtà viva e vera, immutabile e per sempre, che viene incontro all’umana miseria, per un mistero di assoluta libertà e ‘salva’ questa umana miseria, non cancellandola o ignorandola e nemmeno dimenticandola, ma facendosene ‘personalmente’ carico. (...) Alla misericordia del Padre non sono mai di ostacolo i peccati commessi, anche i più gravi; ma è di ostacolo insormontabile la volontà di continuare a commetterli, di rimanere in una condizione peccaminosa, di non cambiare vita”.
E poi “il sacramento della penitenza è uno dei più preziosi tesori della Chiesa, perché soltanto nel perdono si compie il vero rinnovamento della società. Nulla può migliorare nel mondo se il male non è superato”.

Parole del card. Mauro Piacenza, penitenziere maggiore della Santa Sede, intervistato in occasione dell’imminente chiusura dell’Anno santo della Misericordia che avverrà domenica 13 novembre in diocesi e il 20 novembre a Roma, quando il Papa chiuderà la Porta Santa.

Come segno del Giubileo, in Santa Maria di Campagna a Piacenza resterà un dipinto del pittore Cristian Pastorelli.
“L’opera - spiega il superiore dei francescani padre Secondo Ballati - rappresenta Gesù: unisce il Buon Pastore e il Gesù misericordioso di Santa Faustina Kowalska”.


Leggi il servizio alle pagine 14 e 15 dell’edizione di venerdì 4 novembre 2016

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