All’Iris il docufilm di Gandini: dall’autosufficienza alla solitudine

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Può la Svezia, il paradiso del welfare preso a modello da tutta Europa, trasformarsi in un inferno di solitudine?
A guardare il docufilm “La teoria svedese dell’amore” del regista Erik Gandini - lo stesso che filmò il discusso “Videocracy” sul potere mediatico di Berlusconi - si direbbe proprio di sì. Il 50% dei cittadini svedesi vive solo. Uno su quattro muore solo, senza nessun familiare intorno. Perfino i rapporti sessuali, secondo un’indagine del quotidiano Aftonbladet, sono diminuiti del 25 per cento, mentre, per contro, sono aumentate le donne single che acquistano on line il kit per la fecondazione assistita “fai da te”.

È un’occasione per riflettere su quale società vogliamo costruire, la visione di quest’opera uscita nelle sale italiane il 22 settembre e che approda ora - con lo zampino di don Pietro Cesena, parroco ai Santi Angeli Custodi e appassionato di film controcorrente - anche a Piacenza, al cinema “Iris” sul Corso.
Le proiezioni sono in calendario giovedì 10, venerdì 11, lunedì 14 e martedì 15 novembre sempre alle ore 18 (ingresso euro 6, lunedì euro 5).

Come mai questo sforzo di offrire ai piacentini l’occasione di vedere il film del regista, naturalizzato svedese, Erik Gandini?
“Perché la solitudine è la tragedia che incontro tutti i giorni - dice don Pietro -, con i separati, con i ragazzi...”.
La pellicola di Gandini, della durata di 90 minuti, accendendo i riflettori sulle conseguenze del modello svedese basato sull’autosufficienza dell’individuo è una provocazione anche per noi. “Il paradiso svedese è diventato un inferno. E sai l’inferno cos’è? - rilancia don Pietro -. È un bell’albergo a cinque stelle, con camere singole e il bagno cieco, senza finestra. Ossia la solitudine totale, la mancanza di ogni incontro con gli altri”.

Leggi l’articolo a pagina 9 dell’edizione di venerdì 4 novembre 2016

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