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Negli oratori andiamo incontro
alle periferie

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Don Fabio in oratorio ci ha trascorso la gioventù, e alcuni dei suoi ricordi più vividi risalgono ai giorni sereni e operosi nelle sale parrocchiali di Santa Franca. Attorno all’oratorio si muoveva tutto: incontri, persone, storie e vocazioni. “Era il vero centro di aggregazione di un quartiere popolare e complesso, ma pulsante di vita. Prima sono stato il ragazzino entusiasta delle attività, poi un membro dell’équipe organizzativa in Santa Franca, infine il giovane prete che di oratori ne ha attraversati tanti, scoprendo ogni volta un tesoro di umanità”.

Da luglio 2011 don Fabio Galli è parroco a Sant’Antonio e se c’è un comune denominatore nel suo percorso di giovane prete questo è sicuramente il lavoro in oratorio, in mezzo ai giovani: “è un racconto di relazioni in continuo divenire, un confronto con fasce di età diverse e con mondi lontani. Mille realtà che confluiscono in oratorio e spesso si fondono in una rara armonia”.

Fare rete per crescere

Dopo anni di vitalità la dimensione oratoriale in Italia sembrava destinata a un inesorabile declino, schiacciata dalla scomparsa di tante piccole parrocchie e soprattutto dal fiume di proposte di intrattenimento per ragazzi. Ma agli albori del terzo millennio qualcosa è cambiato, e la funzione sociale ed educativa degli oratori parrocchiali ha ricevuto nuovi riconoscimenti sia in ambito istituzionale che ecclesiastico.

Leggi articolo alla pagina 10 dell’edizione di venerdì 29 gennaio 2016

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