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Bartolo: la malattia dell’accoglienza

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Le isole sono mondi a sé stanti, con proprie regole e codici. A Lampedusa una delle regole basilari per qualsiasi pescatore è quella di salvare qualsiasi persona si trovi in difficoltà mentre si trova in mare aperto, anche se questo comporta mettere in gioco la propria stessa vita.
Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa che ha salvato numerosi migranti nella sua carriera, onora questa regola da sempre, lui figlio di un pescatore e isolano fino al midollo. E lo ha raccontato ai piacentini presenti il 5 novembre nella Sala degli Arazzi della Galleria Alberoni, nell’evento clou della mostra fotografica “Attraverso il mare”, moderato da Giangiacomo Schiavi.

Dal 1993, quando diviene responsabile del presidio sanitario e del poliambulatorio di Lampedusa per l’ASP di Palermo, le cose sono cambiate molto.
“In 27 anni sono cambiate le modalità di arrivo, le malattie: in passato si arrivava su grandi barconi condotti da scafisti, oggi non è più così, è cambiato tutto dalla tragedia del 3 ottobre 2013, quando contammo 368 morti, tante donne, tanti bambini che stavano cercando di venire nel nuovo mondo. Lampedusa è una porta d’ingresso verso l’Europa per persone che scappano da sofferenze di ogni tipo”.

Leggi articolo alla pagina 6 dell’edizione di giovedì 9 novembre 2017

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