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Dal Vangelo secondo Matteo (10,26-33)
Il vero tesoro
è l’amicizia con Cristo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato
né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre
voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo,
ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui
che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo.
Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi
cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo
sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!
Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini,
anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà
davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».

La nostra vita e la Parola
giovani guardano libroLa testimonianza. Scriveva Kierkegaard: “se Cristo ritornasse al mondo, forse non sarebbe messo a morte, ma in ridicolo. È questo il martirio dei tempi dell’intelligenza…Il mondo perirà fra il divertimento universale della gente di spirito”. “Non abbiate paura degli uomini… non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo… non abbiate paura, voi valete più di molti passeri…” (Mt 10, 26-30): in poche righe l’invito di Gesù ai suoi discepoli si ripete. È davvero sfiancante, soprattutto per chi pensa di poter affrontare una sfida di tale portata da solo, dover confrontarsi con la derisione, l’indifferenza, l’incomprensione, l’isolamento. Eppure non c’è proprio da meravigliarsi perché la persecuzione, che si manifesta in tanti modi, è la condizione normale dell’annuncio del Vangelo: “se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, per questo il mondo vi odia” (Gv 15, 19). È come se Gesù ci dicesse: di cosa hai paura? di perdere la stima di quel collega di lavoro? di risultare ridicolo agli occhi dei tuoi parenti? di perdere il rispetto dei tuoi figli? Sei davvero sicuro che valga la pena barattare la bellezza e la verità che hai incontrato per poterti sedere alla tavola del mondo e mangiare il cibo insipido che ti offre? Non avere paura: perderesti ciò che davvero conta per qualcosa che invece vale davvero poco e per poco tempo.
La paura. Ma come si fa a non aver paura di perdere la propria vita? come si fa a non aver paura di rimanere soli? Perché quella paura si affaccia senza che la andiamo a cercare! La paura non si vince con il coraggio, ma con la fede che ti dona la certezza che agli occhi di Dio vali molto, che non c’è nulla che sfugga al suo sguardo. Non ci viene assicurato che non ci accadrà nulla di male, ma che ogni capello del nostro capo, anche quando cade, è contato. Ti possono togliere tutto, ma nessuno può toglierti il legame che ti tiene unito al Padre, nessuno ti può togliere l’amicizia di Cristo, nessuno può rubarti la consolazione dello Spirito Santo. Nessun uomo può uccidere l’anima che è abitata da Cristo. Tanti martiri nei secoli passati e nel tempo presente ci testimoniano che la grazia del Signore vale più della vita, come recita il salmo 62.

Il mondo biblico
Il brano evangelico di questa domenica è nel contesto più ampio  dell’invio dei dodici che, dopo essere stati chiamati, vengono mandati a due a due. Gesù  prende questa decisione dopo aver visto le folle stanche ed abbattute come pecore senza pastore. Gesù ha comunque ben chiaro che i suoi discepoli saranno consegnati nelle mani degli uomini, saranno odiati e perseguitati. Se il loro maestro è stato chiamato Beelzebul, tanto più i suoi discepoli.

I Padri, nostri maestri
Non abbiate paura di fare una brutta morte: abbiate paura piuttosto di vivere male. Che strana perversione! L'uomo ha paura di ciò che nessuno può evitare e intanto tralascia di fare quel che può fare. Tu non puoi far nulla per non morire, ma viver bene questo lo puoi. Fa' quello che puoi e quel che non puoi non ti farà paura (sant’Agostino

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