Menu

logo new2015 okabbonamenti banner 750

Dal Vangelo secondo Marco (1,21-28)
Gesù non è un maestro
che dà buoni consigli

In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafàrnao,] insegnava.
Ed erano stupiti del suo insegnamento:
egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità,
e non come gli scribi.
Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro
e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno?
Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!».
E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!».
E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda:
«Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità.
Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».
La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

La nostra vita e la Parola
mani che si stringono sirLo spirito impuro. Ci troviamo nella sinagoga di Cafarnao: la sinagoga è il luogo dove la Scrittura viene proclamata solennemente, il luogo dove la comunità si riunisce per ascoltare e lodare Dio. Proprio lì c’è un uomo seduto nella assemblea, che fa parte della comunità, che però ha dentro uno spirito impuro. Anche a noi non basta far parte della comunità cristiana, anche in noi può abitare nascosto uno che parla contro Dio, uno che si oppone alla sua opera, uno che resiste alla sua azione. Costui rimane nascosto, non si manifesta fino a quando non si presenta Gesù. Egli rimane taciturno fino a quando la verità non viene proclamata. La parola di Gesù lo stana, lo fa uscire dal nascondimento, lo smaschera; viene fuori la verità. Quello che accade è un evento salutare: quando ascoltiamo e ci sembra che la parola di Dio ci approvi, ci dia ragione, confermi le nostre idee dobbiamo temere perché forse non stiamo ascoltando realmente. Il Signore ci corregge, la sua luce illumina le nostre ombre, la sua parola svela le nostre menzogne e i nostri inganni. Si rende manifesto un contrasto, una opposizione, una lotta: “sei venuto a rovinarci!”. Gesù con la sua parola mette a tacere quella voce, riduce al silenzio la ribellione originaria, espelle dall’uomo questo estraneo che ha preso dimora nel cuore dell’uomo al posto di Dio.
L’autorità di Gesù. Le persone che ascoltano Gesù sono colpite inizialmente da due aspetti: “è un insegnamento nuovo, dato con autorità”. C’è una novità nelle parole di Gesù: qualcosa di mai udito, di insolito. Egli dice cose nuove che non appartengono ai soliti ragionamenti degli uomini, ci presenta un nuovo modo di vedere le cose, nuove soluzioni. C’è qualcosa di sorprendente in questo profeta che parla nella sinagoga. Egli parla con autorità: non si appoggia sui maestri del passato, ha la pretesa di parlare con la stessa autorità di Dio. O è un impostore oppure davvero in quest’uomo, che molti erano convinti di conoscere, è nascosto un mistero incommensurabile. Ciò che colpisce è l’efficacia della sua parola: non dice semplicemente quello che andrebbe fatto, non dispensa buoni consigli per risolvere problemi: la sua parola opera ciò che annuncia. Il regno di Dio non viene semplicemente annunciato o spiegato, ma accade.

Don Andrea Campisi

Il mondo biblico
Cafarnao era un paese di confine che contava da 1000 a 1500 abitanti. Con Chorazin e Betsaida è una delle città nelle quali Gesù aveva compiuto il maggior numero di miracoli. Il vangelo di Luca afferma che la sinagoga dove si svolge l’episodio narrato nel vangelo di questa domenica era stata costruita da un centurione romano. In effetti a Cafarnao c’era un reparto dell’esercito comandato da un centurione.

I Padri, nostri maestri
Questo spirito non poteva sopportare la presenza del Signore; era questo lo spirito immondo che aveva condotto tutti gli uomini all’idolatria... “Quale intesa tra Cristo e Beliar?”. Cristo e Satana non potevano venire associati l’uno all’altro. Si mise a gridare: “Che c’entri con noi?”. Grida così un individuo che si esprime in nome di altri; questo prova che ha coscienza di essere stato vinto, insieme ai suoi. (san Girolamo)

Ascolta l'audio

Pubblicato il 25/1/2018

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

"Il Nuovo Giornale" percepisce i contributi pubblici all’editoria.
"Il Nuovo Giornale", tramite la Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), ha aderito allo IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.