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Fragile, ma sempre persona

Il 13 maggio a Fiorenzuola iniziativa di “Bioetica&Persona”

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“Se non ridiamo valore alla sofferenza, non ridiamo valore a chi se ne occupa. Chi quotidianamente si fa carico di rendere dignitosi gli anziani ospiti di una Residenza Assistita compie un grande lavoro sociale e umano spesso sottovalutato”.
È dedicata al tema “Aver cura dell’anziano fragile” la tavola rotonda che sabato 13 maggio verrà proposta a Fiorenzuola alla Fondazione Verani Lucca per iniziativa dell’associazione “Bioetica&Persona”, gemmazione fiorenzuolana della realtà nata alla Facoltà teologica dell’Italia settentrionale dal medico, teologo e bioeticista Enrico Larghero, che sarà tra i relatori della mattinata (inizio alle ore 9).

“La bioetica guarda all’uomo inserito nel suo ambiente, dunque il rapporto con l’ecologia, con gli animali, ma c’è anche tutta la sfera della corporeità, che vuol dire inizio e fine vita, ma pure il tema della contraccezione o del doping”, spiega la referente piacentina di “Bioetica&Persona” Giuliana Masera.
Ecco l’utilità di una associazione che aiuti i non addetti ai lavori a prendere consapevolezza della posta in gioco. “Non solo perché cristiani - specifica Masera, infermiera, vent’anni di servizio in sala operatoria, oggi tutor e docente del corso di laurea in Infermieristica - ma perché esseri umani, nati per le relazioni. L’ascolto del malessere dell’altro è faticoso, ma è proprio la capacità di consolarci, sostenerci, sollevarci che ci rende umani”.
La bussola dell’associazione è la “dignità”, secondo il modello della bioetica personalista che mette al centro la persona.

Leggi l’articolo a pagina 7 dell’edizione di giovedì 4 maggio 2017

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