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Claudio Amato, missionario in Africa

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È un focolarino laico l’ultimo arrivato della grande famiglia missionaria della diocesi di Piacenza-Bobbio.
Claudio Amato, 57 anni, nato a Milano, ma con la famiglia che vive da tempo a Fiorenzuola (la mamma è originaria di Bettola), è in Kenya, a Nairobi, da fine 2014, dopo esser stato 27 anni negli Stati Uniti d’America.

“Quando sono tornato in Africa dopo il primo incontro di fine ottobre con il vescovo Ambrosio, ho detto: «Sono molto orgoglioso di rappresentare anche la diocesi di Piacenza». Si sono messi a ridere tutti perché in effetti, a parte visite brevi ai miei familiari, manco dall’Italia da tanto. Però l’importante era instaurare il rapporto e sapere di avere dei fratelli, nel caso del Vescovo un fratello maggiore. Nell’abbraccio con lui c’è tutto questo senso di appartenenza e di mandato”.

Amato è delegato della presidenza dell’Opera di Maria (Movimento dei focolari) per l’Africa dell’Est e segue Kenya, Tanzania, Burundi, Ruanda, Uganda, Sud Sudan, Gibuti, Eritrea, Somalia ed Etiopia.
L’attività dei Focolari in queste nazioni si muove su due livelli: da una parte le opere sociali soprattutto legate alla scolarizzazione dei bambini, dall’altra l’evangelizzazione volta a portare l’unità “che è il carisma del nostro movimento - spiega Amato -. Non conoscendo la realtà africana, ho seguito molto il consiglio di papa Francesco quando parla dell’apostolato dell’orecchio”.

“Grandi grattacieli e il murale del Johnnie Walker whisky ma anche gli slum (baraccopoli, nda) e, al confine con il Sud Sudan, il più grande campo profughi del mondo", così Amato descrive Nairobi e il Kenya. "Il problema, come in altre Stati, è della distribuzione della ricchezza e della corruzione politica - prosegue -. Papa Francesco quando è venuto in Kenya ha battuto tanto su questo tasto. Bisogna trovare un equilibrio su come aiutare in generale il continente e gli africani a essere più indipendenti”.

Amato è ripartito per l’Africa il 26 dicembre d’intesa con il Centro missionario della nostra diocesi.

Pubblicato il 5/1/2017

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